mercoledì 27 giugno 2018

28 Giugno Santi di Spagna e Portogallo




Saint ARGIMIR, Musulman converti, martyr à Cordoue en Andalousie par la main des Musulmans (856). 

28 Giugno Santi di Francia



MYSTAGOGY

Saint LUPERCULE ou LUPERQUE, martyr à Eauze en Aquitaine, peut-être sous Dèce (IIIème siècle?). 


Saint MIRAGOU, ermite à La Ville-Arnoult en Bretagne (VIème siècle). 

Saint AUSTOLE, disciple de saint Méen, au monastère du même en Bretagne (617 ou 638). 


AUSTELL of CORNWALL, (Sixth Century), there is no written Life of this saint extant, though there are two traditions concerning the identity of St. Austell. The first, and more commonly accepted, is that he was a disciple of St. Maine of Bretagne (21st June) during the latter’s time in Cornwall, and later lived as a hermit in the area now known as St. Austell in Cornwall, England. The other, more recent tradition, posits that St. Austell was a woman (Hawystill), one of the daughters of King St. Brychan of Brycheiniog (6th April), who left her name to Aust in South Gloucestershire, England.

https://drjohnhutchisonhall.com/saints-pre-schism-rome/28-june/

Saint MAËLVON (MAELMON), évêque d'Aleth (siège transféré à Saint-Malo en 1143) en Bretagne (638).


THEODICHILDIS (TELCHILDIS), a nun at the Abbey of Our Lady of Faremoutiers (Abbaye Notre-Dame de Faremoutiers) in present-day north-central France. St. Theodichildis was later the first Abbess of the Abbey of Our Lady of Jouarre (abbaye Notre-Dame de Jouarre) in Jouarre (north-central France). St. Theodichildis reposed circa 660.

martedì 26 giugno 2018

27 Giugno Santi di Spagna e Portogallo

 
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Saints ZOILE, CLEMENT et leurs compagnons, martyrs à Cordoue en Andalousie sous Dioclétien (vers 298 ou 301). 

26 Giugno Santi Italici ed Italo greci



 



Santo Vigilio vescovo di Trento e martire


Tratto dal Quotidiano Avvenire
un trentino di origine romana, vissuto tra la fine del IV e l'inizio del V secolo, terzo vescovo di Trento. Su suggerimento di Ambrogio, vescovo di Milano, Vigilio affida a tre presbiteri cappadoci - Sisinnio, Martirio e Alessandro - l'evangelizzazione dell'Anaunia, oggi Val di Non. I tre, che aveva personalmente formato, verranno poi martirizzati. Vigilio invia le reliquie dei tre a Costantinopoli e a Milano, dove vengono accolte rispettivamente da Giovanni Crisostomo e Simpliciano. Un'antica tradizione racconta che il martirio del vescovo, patrono di Trento, si sia consumato a colpi di zoccolo in Val Rendena.

Martirologio Romano: A Trento, san Vigilio, vescovo, che, ricevute da sant’Ambrogio di Milano le insegne del suo mandato e una istruzione pastorale, si adoperò per consolidare nel suo territorio l’opera di evangelizzazione ed estirpare a fondo i residui di idolatria; si tramanda poi che abbia subito il martirio per la fede in Cristo, colpito a morte da rozzi pagani

TRATTO da
http://www.santiebeati.it/dettaglio/59600
E’ un trentino, ma di origine romana, e nei documenti lo troviamo già vescovo di Trento. Ha avuto l’incarico da Ambrogio, vescovo di Milano, che all’epoca ha autorità su tutta l’Italia del Nord: al momento della sua nomina (nell’ultimo decennio del IV secolo) il Papa è Siricio, energico sostenitore del primato romano su tutta la comunità cristiana. (In quell’epoca, infatti, scrivendo al vescovo di Tarragona in Spagna, afferma deciso: "L’apostolo Pietro in persona sopravvive nel vescovo di Roma"). Però lascia che Ambrogio sovrintenda al NordItalia, dove la struttura cristiana è tutt’altro che consolidata. Vigilio, per esempio, è solo il terzo vescovo di Trento; e parti importanti del suo territorio non sono ancora evangelizzate. Gli manca il personale adatto, cosicché deve rivolgersi appunto ad Ambrogio per avere validi missionari. Ambrogio glieli trova e glieli manda. Sono orientali, della Cappadocia (regione dell’attuale Turchia), ossia di un’area che sta dando all’intera Chiesa apostoli e maestri. Così arrivano nel Trentino questi tre orientali: Sisinnio, Martirio e Alessandro suo fratello.
Il vescovo Vigilio affida loro la predicazione nell’Anaunia, ossia nella Val di Non. E certo li prepara al difficile compito secondo il suo personale stile di pastore, arricchito dalla conoscenza delle popolazioni da raggiungere. Non vuole farne dei travolgenti conquistatori, ma piuttosto dei veicoli della Parola con l’intera loro vita, attraverso l’esempio, l’amicizia e la carità senza distinzioni. E’ molto efficace la loro parola, perché i tre sono i soccorritori di tutti, gli amici di tutti, e accolgono tutti nella casa che si sono costruiti con le loro mani. Dopo dieci anni di annuncio attraverso l’esempio, ecco però una tragica crisi: una lite a Sanzeno, tra seguaci dei vecchi culti e un cristiano che rifiuta di venerare Saturno, scatena una parte degli abitanti contro i tre missionari, percossi a morte e poi bruciati.
Accorre Vigilio a raccogliere quanto rimane di loro; tuttavia, anche di fronte alla tragedia, il suo stile non muta. Onorati i martiri, egli si oppone risolutamente al castigo dei colpevoli: li perdona e poi chiede di persona la grazia per essi all’imperatore Onorio (che all’epoca è un ragazzo: in suo nome governa il generale Stilicone). Il gesto riassume tutta la linea pastorale del vescovo Vigilio: "Vincere soccombendo", come scrive in una lettera. Egli manda poi reliquie dei tre evangelizzatori a Costantinopoli, dove le accoglie san Giovanni Crisostomo; e a Milano, dove a riceverle c’è san Simpliciano, successore di Ambrogio. Nel XX secolo, Milano donerà parte di quei resti alla chiesa di Sanzeno. Non sappiamo come sia morto Vigilio: un tardo racconto, che parla di martirio, non convince gli studiosi. Una leggenda del suo martirio dice che venne ucciso a zoccolate in Val Rendena; altre versioni dicono che la sua lapidazione prese il via da una zoccolata datagli da una donna.
I suoi resti sono custoditi nella cattedrale di Trento.

Tratto da
http://www.enrosadira.it/santi/v/vigilio.htm

Vigilio è nato in Trentino da famiglia di origine romana. Nella seconda metà del IV secolo viene consacrato terzo vescovo di Trento, da sant'Ambrogio, vescovo di Milano, durante il pontificato di papa Siricio. Una gran parte del terriorio della sua diocesi non è ancora evangelizzata e mancano gli evangelizzatori, per cui chiede aiuto proprio ad Ambrogio per avere validi missionari. Sant'Ambrogio, col quale Vigilio tiene una corrispondenza epistolare, invia alcuni cristiani provvenienti della Cappadocia (nell'attuale Turchia): Sisinnio e i fratelli Martirio e Alessandro  Il vescovo Vigilio affida loro la predicazione nella parte occidentale della diocesi costituita dalla regione dell’Anaunia (Val di Non) compito assai arduo per l'ostilità delle popolazioni. Lo stesso vescovo prepara i suoi inviati ad evangelizzare attraverso l'esempio della loro vita, con amicizia e carità. L'evangelizzazione porta i suoi frutti, i tre sono accolti, divengono soccorritori e amici di tutti. La loro casa diventa un luogo di assemblea e di preghiera. Dopo una decina di anni, accade però un evento tragico: scoppia a Sanzeno una lite tra pagani e un cristiano che si era rifiutato di venerare una statua del dio Saturno. Una parte della popolazione rimasta legata ai culti pagani individua nei tre missionari i responsabili della presenza cristiana e li percuote a morte per poi bruciarli. I loro resti vengono raccolti con cura e amore proprio dal vescovo Virgilio, che però non cambia il suo stile di pastorale evangelica. Non solo perdona i responsabili del martirio dei suoi missionari, ma lui stesso intercede per loro chiedendo la grazia all’imperatore Onorio. Le reliquie dei tre evangelizzatori vengono inviate a Costantinopoli, dove le accoglie san Giovanni Crisostomo  e a Milano, dove ad accoglierle c’è il succesore di Ambrogio, san Simpliciano. Nel XX secolo parte di quei resti ritorneranno nella chiesa di Sanzeno in Trentino. Non si hanno invece notizie certe sulla morte di Vigilio. La storia del suo martirio per lapidazione avvenuto in Val Renden, dove egli stesso si era recato ad evangelizzare, non è creduta dagli studiosi. Di questa leggenda resta una diffusa iconografia popolare che lo rappresenta con accanto uno zoccolo, ritenuto lo strumento del suo martirio. I suoi resti sono custoditi nel Duomo di Trento.



Tratto da
http://blog.zingarate.com/ilmiraggio/san-vigilio-patrono-trento/

Dai documenti ritrovati, conosciamo la sua storia solo a partire dal suo vescovato a Trento: tutto quello che successe prima risulta ancora un mistero. Sappiamo solo che visse a cavallo tra il IV e il V secolo d.C., ha origine romane ma che si trasferì con la famiglia in Trentino e fu il terzo vescovo della città. Vigilio fu mandato a Trento dal vescovo di Milano, Ambrogio che all’epoca aveva potere in tutto il nord Italia, con lo scopo di cristianizzare il Trentino ancora in gran parte pagano. Fu molto attivo come missonario ai tempi di papa Siricio, si trovò da solo ad operare soprattutto nella Valle dell’Adige e nella zona di Trento e a causa del lavoro abnorme, Vigilio chiese ad Ambrogio di avere accanto a sè dei missionari che lo aiutassero nel suo compito. A supporto, vennero mandati ben tre missionari, provenienti dalla Cappadoccia: Sisinnio, Martirio e suo fratello Alessandro. I tre vennero mandati in Val di Non, preparati al duro compito di evangelizzazione: Vigilio non voleva dei conquistatori senza cuore ma piuttosto delle persone umili che attraverso la loro vita, dessero l’esempio di vita cristiana, di carità e  di umilità senza far distinzione di alcun tipo. Il loro lavoro fu piuttosto duro e si racconta che dopo qualche anno in Val di Non, ci furono delle forti liti a Sanzeno con alcuni seguaci dei vecchi culti pagani perché un cristiano rifiutò di venerare Saturno; scatenando così lo sfogo di una parte degli abitanti contro i tre missionari, percossi a morte e bruciati.
Vigilio andò avanti senza cambiare il suo stile e solo dopo aver onorato i tre martiri, con l’intenzione di non volere punire i colpevoli, anzi li perdonò e chiese la grazia per loro all’imperatore Onorio: questo comportamento metteise in evidenza la linea pastorale del vescovo, “vincere soccombendo” come scrisse in una lettera lo stesso Vigilio. Le reliquie dei tre martiri vennero mandate a Costantinopoli e a Milano, solo nel XX secolo Milano ridonerà queste alla comunità di Sanzeno.
Per quanto riguarda Vigilio, la sua morte rimane ancora un mistero e gli storici sono tutt’ora disaccordi. Si vuole Vigilio in Val Rendena a combattere l’idolatria e una leggenda vuole che venne ucciso a zoccolate perché celebrò una messa e gettò nel fiume Sarca una statua pagana che rappresentava Saturno; mentre altre versioni vogliono che sia stata una donna ad iniziare a colpirlo con gli zoccoli, uccidendolo.
I resti di Vigilio sono tutt’ora custoditi nella cripta dell’antica della cattedrale di Trento: la cattedrale, infatti è stata costruita sull’antico monumento dedicato proprio a San Vigilio.


Tratto da
http://napolimonitor.it/un-santo-al-giorno-26-giugno-san-viglio/
Nato probabilmente a Trento, Vigilio, divenne vescovo della città, terzo della serie tridentina. Collocato in una regione periferica egli ebbe da Ambrogio vescovo di Milano le institutionis insignia, con una lettera impegnativa sui modi dell’evangelizzazione. Il momento della cristianità era infatti particolare: l’imperatore Teodosio aveva reso la fede cristiana la sola legittima nell’impero (mentre i Germani premevano sempre più: nel 410 sarebbe avvenuto il sacco di Roma). Le conversioni in massa non erano conversioni intime e convinte, mentre le istituzioni politiche tendevano a favorirle anche con la forza. Nella regione trentina la fede era stata annunciata in città, dove una comunità esisteva, ma poco o nulla era avvenuto nelle valli, anche in quelle più vicine.
Vigilio aveva accolto, su indicazione di Ambrogio, tre giovani preti arrivati a Milano dalla Cappadocia: Sisinnio, Martirio e Alessandro. I tre giovani vengono inviati nel territorio della Val di Non, ma nel 397 vengono uccisi: era loro riuscito di costruire un luogo di culto, ci fu un contrasto tra pagani e neoconvertiti che degenerò in rissa e i tre, postisi a difesa dei cristiani, furono sottoposti a diverse forme di martirio.
Il nome di Vigilio è legato a questa vicenda, oltre che in genere alla sua opera di vescovo evangelizzatore. Gennadio di Marsiglia lo descrive come martire mentre tenta di evangelizzare un’altra valle, la Valle Rendéna: avendo abbattuto un idolo, messosi a predicare, sarebbe stato lapidato dai pagani, ma sulla storicità del martirio qualche critico ha dubitato. Il martirio di Vigilio può essere la duplicazione immediata, nella coscienza e nell’immaginario della gente trentina, di quello dei tre giovani cappadoci, tanto nella loro vicenda egli stesso con la sua comunità si era immedesimato. Il suo corpo fu messo in un sepolcro nella chiesa cimiteriale della città, che è poi diventata, dopo varie strutturazioni e ricostruzioni, l’attuale cattedrale. Molte chiese gli sono dedicate in Italia del nord (soprattutto in Trentino e in Tirolo) e in Baviera. È rappresentato come vescovo, imberbe, con in mano uno degli strumenti con cui fu ucciso.







Per la relazione epistolare tra San Vigilio di Trento con Santo Simpliciano Vescovo di Milano  e San Giovanni Crisostomo  Don Vigilio Covi ha curato per il  sito
Lettere di San Vigilio, Vescovo di Trento,  
a San Simpliciano, Vescovo di Milano,  
e a San Giovanni Crisostomo, Vescovo di Costantinopoli. 


27 Giugno Santi Martiri dal XVI al XXI secolo






San Cirillo Loukaris  patriarca di Costantinopoli 1638 . 
Saint GREGOIRE NIKOLSKI, prêtre, martyr par la main des Communistes (Russie 1918). 

27 Giugno San Cirillo Loukaris patriarca di Costantinopoli 1638 .


 

San Cirillo Loukaris  patriarca di Costantinopoli 1638 . 
http://www.johnsanidopoulos.com/2011/06/hieromartyr-cyril-lukaris-celebrated-by.htmlhttps://www.johnsanidopoulos.com/2017/06/saint-cyril-loukaris-resource-page.html
 http://www.fupress.com/archivio/pdf/2709_7197.pdf

 an Cirillo Loukaris
Tratto da: https://www.johnsanidopoulos.com/2016/06/synaxarion-of-saint-cyril-loukaris.html
Traduzione a cura di Giovanni Fumusa

Cirillo fu un vero imitatore dei Patriarchi ed un onorabile Martire del Re della Gloria. Nacque a Handaka (l’odierna Heraklion), a Creta, nell’anno di salvezza 1572 da pii ed illustri genitori. Lì ricevette un’istruzione a tutto tondo, studiando sotto l’illustre, saggio e celebre ieromonaco Meletios Vlastos; in seguito cercò dapprima un’istruzione ampia a Venezia, e successivamente cercò la conoscenza a Padova, abbandonandosi all’apprendimento della sapienza straniera e nazionale, sorprendendo i suoi maestri e, dimostrando tutto ciò, fu per essi un modello di virtù e di pietà.
Dopo molti anni passati alla scoperta della conoscenza e della sapienza, lasciò la propria casa, abbandonò le cose mondane e di recò al rinomato Monastero di Agarathos per indossare l’abito della filosofia di Cristo. Dopo esservi rimasto brevemente, partì alla volta di Alessandria, dove fu ordinato diacono e sacerdote, ricevendo l’ufficio di Cancelliere, dalle mani sante del nostro Santo Padre Meletios Pegas che servì venerabilmente e rettamente come Patriarca di Alessandria, a cui successe dopo che egli si riposò tra i santi nel 1601.
Guidò come pastore il razionale gregge del Signore ad Alessandria e, per chiamata divina, nel 1620 fu scelto come Arcivescovo di Costantinopoli e Patriarca Ecumenico. Ricoprendo per cinque volte il ruolo di patriarca, lottò coraggiosamente per conto della pietà, affrontando molteplici afflizioni, perseguitato da colleghi all’estero ed apparentemente stimato da tutti, con invidia dei Latini fu calunniato presso i sovrani agareni, fu arrestato dai sanguinari giannizzeri e, fattolo salire a bordo di un’imbarcazione, arrivarono fuori la città presso un luogo noto come Agios Stephanos, lo strangolarono accanto alla riva il 27 giugno dell’anno 1638, quindi gettarono il suo corpo martirizzato nel Bosforo. Per divina potenza, il suo corpo si salvò dalle profondità del mare per mano di pii marinai e fu sepolto onorevolmente su un’isola del Golfo di Nicomedia chiamata Agios Andreas, nell’omonimo monastero. Successivamente, le sue venerabili reliquie furono translate a Halki, nel Monastero della Santissima Theotokos Kamariotissa e, nel 1975, su benedizione del Patriarca Ecumenico Demetrios I, furono riposizionate nell’antico Monastero della Santissima Theotokos noto come Agarathos, dove sono tuttora conservate, santificando i fedeli che ad egli ricorrono.
Lo Ieromartire Cirillo Loukaris, immeditamente in seguito alla sua morte da martire, fu onorato dalla Chiesa come Santo e Martire. Sant’Eugenio Etolo compose una funzione in suo onore affinché venisse commemorato. La canonizzazione ufficiale ebbe luogo il 6 ottobre 2006 al Santo Sinodo del Patriarcato di Alessandria.
Apolytikio, Tono Primo
Luminare di Creta, rampollo di Agarathos, pastore di Alessandria, presidente di Bisanzio, o divino Cirillo, fa che noi fedeli possiamo onorarti come saldo campione della fede, comunicante ai martiri divinamente glorificato, gridando: Gloria a Colui che ti ha donato la forza, gloria a Colui che ti ha reso sorprendente, gloria a Colui che dall’alto ti ha reso glorioso, glorificandoti o Santo.
Kondakion, Plagale del Tono Quarto
Invincibile atleta dei patriarchi, sei stato messo a morte dalle invidiose mani degli agareni, mostrandoti, o Cirillo, coltivato da Dio. Perciò una corona imperitura ti è stata portata, non cessare di intercedere per quanti a te gridano: Gioisci, o Padre vittorioso.
Megalynarion
Gioisci, incantevole fiore dell’isola di Creta e celeberrimo Pastore Capo di Alessandria; Gioisci, Patriarca, uomo saggio della città di Costantino e pilastro della Chiesa, o glorioso Cirillo.

27 Giugno Santi di Francia

BIBLIA NEERLANDICA: BIBLIA (1790). Fraaie, kalfslederen boekband met goudstempeling op rug en platten. Dubbele, zilveren sloten; geen keurmerk of merktekens. Datering klamparmen: 1777.


BIBLIA NEERLANDICA: BIBLIA (1790


Sainte POME, moniale à Châlons-en-Champagne (fin du IVème siècle).

Saint FLORENT, higoumène de l'île d'Yeu au large du Poitou (Vème siècle).

Saint JEAN du Moutier (YANN Ar Vouster), prêtre breton, ermite près de Chinon en Touraine (VIème siècle).

Saint DIDIER (DESIRE, DESERT), prêtre et reclus à Gourdon en Bourgogne (579). Il sera sans doute d'autant plus cher au coeur des orthodoxes que l'invention de ses reliques eut lieu en 879 en présence du pape de Rome, orthodoxe et martyr, Jean VIII.

Saint ADELIN, disciple de saint Landelin, higoumène du monastère de Crépin en Belgique (vers 700).

Saint EMILIEN (EMILAND, MILLAND, AEMILIANUS), évêque de Nantes en Bretagne, martyr à Autun en Bourgogne par la main des envahisseurs musulmans (725).