venerdì 29 dicembre 2017

Sinassario dei santi italici ed italo greci per il 28 Dicembre




Santo  SECONDO, martire . Il martirio di San Secondo avvenne nell’antica Vittimulo oggi frazione San Secondo di Salussola, in provincia di Biella) in un anno compreso tra il 286 e il 306

Tratto da http://www.santiebeati.it/dettaglio/92328
Patrono di Ventimiglia (nella Cattedrale è venerato il suo capo), è compatrono anche di Torino. Qui, in un altare del Duomo, sono conservate le altre sue reliquie e, in città, gli è dedicata una parrocchia che dà il nome alla zona circostante. Le notizie più antiche che abbiamo su questo martire sono contenute in documenti medievali del IX secolo.
Luogotenente della Legione Tebea, Secondo era nativo della provincia di Tebe, nell’Alto Egitto. Gli Imperatori romani Diocleziano e Massimiano avevano inviato questo esercito in Svizzera, agli ordini di Maurizio, per sedare la rivolta dei Bagaudi. L’intera Legione trovò la morte ad Agauno (odierna St. Maurice, nel Vallese), in quanto i suoi membri, tutti cristiani, non rinnegarono il proprio credo partecipando al consueto sacrificio pagano che si teneva prima di una battaglia. Secondo fu martirizzato prima che la Legione varcasse le Alpi. La sua “Passio” narra che, dopo essersi professato cristiano, gli fu dato un termine per abiurare che scadeva con l’arrivo a Vittimulo, stazione di sosta nella marcia verso le Gallie. Al suo diniego venne decapitato: il sangue di un martire bagnava la terra biellese. Secondo fu d’esempio a tutti i compagni.
La piccola comunità cristiana del paese lo seppellì e la tomba divenne luogo segreto di preghiera, pubblico dopo l’editto di Costantino. Se ovviamente non esistono documenti coevi ai fatti, certo è che il suo culto a Vittimulo fu immediato. La più antica pieve del basso biellese fu eretta in suo onore, sul luogo del martirio, da S. Eusebio (vescovo dal 345 al 371). Se ne conserva una lapide del V – VI secolo, oggi al Museo Civico di Biella. La venerazione era talmente radicata che, nei secoli successivi, il luogo era denominato semplicemente “plebes S. Secundi”.
Le reliquie di San Secondo lasciarono Vittimulo nel VIII – IX secolo, a causa della distruzione del paese. Furono portate nell’abbazia benedettina della Novalesa, tra le maggiori del Piemonte, fondata nel 726 lungo una delle vie più importanti delle Alpi. Probabilmente furono prese durante la distruzione, poi donate o vendute ai Benedettini. Nel 906, per sfuggire all’invasione dei Saraceni, i monaci ripararono a Torino portando le reliquie dei santi e preziosi codici manoscritti. Una loro proprietà era il monastero di Sant’Andrea (odierno Santuario della Consolata) e lì trovarono rifugio. Nel 990 i benedettini poterono tornare alla Novalesa: i resti di S. Secondo furono lasciati in città dove gli era stata dedicata una chiesa presso la Dora (distrutta nell’XI secolo), a eccezione del capo che fu donato al vescovo Panteio di Ventimiglia. Egli, a Susa per ripianare delle controversie, aveva riconsacrato gli altari della Novalesa.

mercoledì 27 dicembre 2017

27 dicembre i Santi Martiri dal XVI al XXI secolo



Saint TIKHON, archevêque de Voronège, et CENT SOIXANTE prêtres avec lui, martyrs par la main des Communistes (Russie 1919).

27 dicembre i santi di francia







Saint MAURICE et ses SEPTANTE compagnons, martyrs à Agaune (aujourd'hui Saint-Maurice en Valais) sous Dioclétien (vers 288 ou 302). (Mémoire principale le 22 septembre.) 

Saint ALAIN (ALIN, ALAN), ermite à Corlay, puis évêque de Quimper en Bretagne (VIème siècle). 

Sainte ODE, moniale à Mons en Hainaut belge (713).

27 dicembre santi italici ed italo greci


Santa Fabiola vedova fondatrice di ospedali e case di carità per i poveri a Roma(399)


Dal quotidiano Avvenire
Nel Sabato santo di un anno imprecisato Fabiola si presenta, vestita con tela di sacco, nella basilica di San Giovanni in Laterano, chiedendo di essere accolta nella Chiesa. Discende da un casato illustre nella storia romana, quello dei Fabi, e alle spalle ha già due matrimoni finiti il primo con un divorzio, il secondo con la morte del marito. Facendosi cristiana per il ministero di papa Sinicio , si fa anche povera, rinunciando ai suoi beni e costruendo un ospedale per i malati. Un giorno le accade di appassionarsi a un trattato sulla vita eremitica. Autore ne è Gerolamo, che dal 385 si trova in Palestina. Fabiola decide di vivere anche lei in solitudine e nel 394 va da lui in Palestina, affidandosi alla sua guida spirituale. Nel 395, però, essendo l'Impero in pericolo per l'irruzione di popoli germanici dal Nord, decide di tornare a Roma tra i suoi, a spartirne ansie e difficoltà rimanendo comunque in contatto epistolare col suo maestro (che le indirizzò il suo trattato sul sacerdozio di Aronne )e continua a vivere al modo degli eremiti, ma alla preghiera solitaria accompagna il lavoro per i poveri. Pur restando laica, diventa così un modello per il mondo monastico e per la gente comune di Roma. Col senatore Pammachio fondò la xenodochio di Porto presso la foce del Tevere, che offriva ospitalità gratuita e cure mediche ai pellegrini poveri E qui trascorre gli ultimi tre anni di vita, dedicandosi alle opere di carità e all’assistenza dei poveri


Muore nel 399. Al suo funerale, a Roma, partecipa tutta la città, al canto dei Salmi e dell’Alleluia (Avvenire)

Martirologio Romano: Commemorazione di santa Fabíola, vedova romana, che, secondo la testimonianza di san Girolamo, volse e destinò la sua vita di penitenza a beneficio dei poveri.

martedì 26 dicembre 2017

26 dicembre Santi Martiri dal XVI al XXI secolo



Saint CONSTANTIN le Russe, prêtre, martyr par la main des Musulmans à Constantinople (1742 ou 1743). 

Saints ALEXANDRE et DEMETRE, prêtres, martyrs par la main des Communistes (1918). 


Saintes AUGUSTA, MARIE et AGRIPPINE, martyres par la main des Communistes (1938)

26 dicembre I Santi di Francia



Saint ZENON, diacre de saint Regnobert, évêque de Bayeux en Normandie (VIIème siècle).

domenica 24 dicembre 2017

Sinassario dei Santi Italici ed italo greci per il 24 Dicembre








Santo Gregorio da Spoleto presbitero martire sotto Diocleziano (verso il 303)

 Gregorio, sacerdote di Spoleto, denunziato per la sua fede e per il suo proselitismo, subí il martirio nella propria città Sub Diocletiano venendo torturato e decapitato il 24 dicembre del 303 Fu sepolto vicino alle mura della città presso un ponte di pietra, per opera di una pia donna di nome Abbondanza 
Nel secolo X su richiesta dell'imperatore Ottone I Bruno , arcivescovo di Colonia trasferì le reliquie di Gregorio nel duomo della sua città. Nel 993 alcune reliquie di Gregorio furono trasferite nella cattedrale di Treviri dal vescovo Egberto








Santa Tarsilia vergine Romana zia paterna del Grande Gregorio Papa e Patriarca di Roma dal 590 al 604

di Tarsilla (o Tarsilia) sappiamo pochissimo. Il suo nome compare soltanto nell’XI secolo in un martirologio locale (che è un elenco di santi, martiri
Tarsilla e le sorelle Emiliana (o Amelia) e Gordiana hanno certo aiutato la cognata Silvia ad allevare il piccolo Gregorio, dalla salute sempre fragile. Poi, finché sono in vita, lo seguono negli studi e nelle cariche. Gregorio, ancora giovane, diventa capo dell’amministrazione civile in Roma: una Roma ormai senza l’imperatore, il quale risiede a Costantinopoli, e con un Senato che non conta più nulla. Poi troviamo Gregorio ambasciatore del papa Pelagio II e al tempo stesso monaco, capo di una piccola comunità raccolta in una sua residenza sul Celio. Di lì Gregorio uscirà per fare il papa.
Tarsilla si è già fatta monaca, tirandosi dietro le sue sorelle. In questo terribile VI secolo, funestato da alluvioni, pestilenze (nella miniatura: la processione di san Gregorio Magno in occasione della peste che colpì Roma nel 590), guerra tra Goti e Bizantini, invasione longobarda, a Roma è un continuo affluire di gente in miseria. "La carestia", scrive Gregorovius, "stringeva la città in una morsa di fame". Così la carità diventa compito abituale anche di queste monache, mai estranee alla vita degli altri. Tarsilla è la loro guida in tutto, a cominciare dalla preghiera: da morta, le troveranno ginocchia e gomiti incalliti per il continuo pregare
« A Roma, commemorazione di santa Tarsilla, vergine, della quale san Gregorio Magno, 
suo nipote, loda l’assidua preghiera, il rigore di vita e il singolare spirito di penitenza. »
(Martirologio Romano)