sabato 23 dicembre 2017

24 dicembre Santi Martiri dal XVI al XXI secolo



Saint ACHMET le Turc converti, martyr (mémoire principale le 3 mai).

 http://www.johnsanidopoulos.com/2010/10/saint-ahmed-calligrapher-and-antidoron.html

Saint AGAPIOS (Antonopoulos) le Jeune, ascète sur l'île de Chypre (1812).

Saint INNOCENT, moine, martyr par la main des Communistes (Russie 1928).

Saint SERGE, prêtre, martyr par la main des Communistes (Russie 1942).

24 dicembre i Santi di Francia



L'albero di Jesse in una miniatura del XII secolo 

Saint DELPHIN, évêque de Bordeaux en Guyenne (vers 404). (Office composé en français par le père Denis Guillaume et publié au tome XII du Supplément aux Ménées.) 


Sainte ADELE, autre fille du roi saint Dagobert II, en son veuvage abbesse du monastère de Palz (Palatiolum) près de Trèves; une des saintes de la maison de France (vers 730). 



Sinassario dei santi italici ed italo greci per il 23 Dicembr


Risultati immagini per cicona della guarigione del paralitico


Santo Servolo il paralitico confessore della fede a Roma(verso il 560)

Un mendicante paralitico, come tanti che hanno disseminato le strade delle città in tutti i secoli
Tale fu nel tardo VI secolo, Servolo, un paralitico povero di mezzi, che dimorava sotto i portici della strada che conduceva all’antica Basilica di S. Clemente a Roma.

Era diventato paralitico sin da bambino e la devastante malattia l’accompagnò per tutta la sua vita, condizionandolo in tutte le attività.
Ad aiutarlo c’erano la madre ed un fratello; tutto quel poco che riceveva dalle elemosine lo distribuiva ai poveri, proprio tramite i due familiari.
Se era colpito e immobilizzato nel corpo, era sveglio con la mente e con la volontà; non sapeva leggere né scrivere, nonostante ciò aveva comperato dei codici della Sacra Scrittura e quando dei sacerdoti si soffermavano da lui, li pregava di leggerglieli; nutrito così dalle parole ispirate della Sacra Scrittura, Servolo trovava conforto nelle sue estreme sofferenze e veniva spronato ad innalzare giorno e notte, le lodi a Dio, padre di tutte le creature anche le più provate. 
Diventò quasi una tappa obbligatoria per i pellegrini ed i fedeli che si recavano alla vicina Basilica di San Clemente e si soffermavano presso di lui, che se da un lato riceveva una elemosina, che come detto finiva ad altri poveri, dall’altro ricambiava con parole di conforto, di consiglio, di esortazione, nel percorrere sulla scia di Gesù, Via, Verità e Vita, la loro esistenza.
Quando ancora giovane sentì approssimarsi la morte, volle che i pellegrini presenti si alzassero e cantassero i salmi nell’attesa, accompagnati dal canto flebile di lui, che ad un tratto tacque facendo segno anche agli altri di smettere e in un soffio disse: “Tacete, non udite forse le laudi che cantano in cielo?” poi dolcemente spirò; era il 23 dicembre del 590.
Alla morte fu presente il segretario di papa s. Gregorio Magno, da poco sul soglio pontificio (590-604), il quale raccontò al papa i particolari; a sua volta s. Gregorio Magno, nei famosi “Dialoghi” inserì un capitolo dedicato al santo paralitico e giunto fino a noi.


Martirologio Romano .: 23 dicembre - A Roma il beato Servolo, il quale (come scrive san Gregorio Papa), dalla fanciullezza fino al termine della vita, giacque paralitico nel portico presso la chiesa di san Clemente, e alla fine, invitato dal canto degli Angeli, passò alla gloria del paradiso. Al suo sepolcro poi Iddio frequentissimamente operò miracoli.



venerdì 22 dicembre 2017

23 dicembre i Santi di Francia



Synaxe de saints de Belgique orthodoxe, avec saint Dagobert II (2ème en bas à droite)
icône en latin, par Irina Gorbounova-Lomax
Paroisse Saint Seraphim de Sarov, Namur, Belgique



Saint GWENVAËL (ENVEL), ermite en forêt de Coat An Noz en Bretagne (436). 

Saint SABINIEN, hiérodiacre, moine de Condate (aujourd'hui Saint-Claude, département français du Jura) (vers 480). 

Saint LOGOT, ermite à Trémel et Saint-Goazec en Bretagne (Vème-VIème siècles). 

Saint LOESUC, moine de Landévennec en Bretagne (VIème siècle). 

Saint DAGOBERT II, roi d'Austrasie, martyr à Ecurey (Meuse) sur ordre du maire du palais Ebroïn; un des saints de la maison de France (679).

Tropaire de saint Dagobert II, ton 4

Exilé dans un saint monastère de la verte Irlande,
formé aux grandes vertus et aux devoirs de monarque,
tu régnas ensuite sur nos terres avec trop de droiture aux yeux de tes pairs,
car trop céleste pour ces puissants aux moeurs corrompues.
Désirant la gloire supranaturelle de Dieu,
tu Lui resta fidèle jusqu'à la fin, ô saint roi Dagobert, second du nom.
Nous qui te commémorons ce jour, nous implorons tes prières,
car elle est puissante, l'intercession d'un martyr, pour obtenir que le Christ sauve nos âmes.


Oratio.
Deus, qui pópulo tuo sanctum dedísti rectórem Dagobértum : concéde, quǽsumus ; ut, tanti intercessóris précibus et tuæ pietátis defensióne, ab ómnibus ubíque libéremur adversis, et tranquílla prosperitáte in tua laude lætémur. Per Dóminum.

Concede, quǽsumus, omnípotens Deus : ut quos culpæ miséria fecit hic éxsules ; beáti Dágoberti, Regis et Mártyris tui, intercéssio gloriósa regni cæléstis fáciat esse coherédes. Per Dóminum
.

San Dagoberto II Martire

Figlio di Sigeberto III, re d'Austrasia (634-56), alla morte del padre era ancora bambino, così che al maestro di palazzo, Grimoaldo, fu facile sostituirlo, attorno al 659, col proprio figlio, Childeberto. Benché confinato in un monastero irlandese, Dagoberto, in patria, non era stato dimenticato e nel 676 vi fu richiamato per impedire che l'Austrasia divenisse vassallo della Neustria. Lo accompagnò san Vilfrido, metropolita di York. Nel 679, quando quest'ultimo, espulso dalla sua sede, gli fece visita durante il viaggio intrapreso a Roma in difesa del suo diritto, Dagoberto offrì all'amico, che rifiutò, la sede di Strasburgo. Reduce da Roma, Vilfrido non trovò più il sovrano, che era stato assassinato il 23 dicembre 679, durante una caccia nella foresta di Woevre, presso Stenay, dal figlioccio Giovanni, al soldo dei duchi fautori di Ebroino, maggiordomo di Neustria, e di Pipino, maggiordomo d'Austrasia. Sepolto a Stenay, Dagoberto fu venerato come martire dal popolo per la sua misera fine e il priorato di Stenay, preso il nome del santo, diventò il focolare del suo culto, che tuttavia restò limitato a quelle regioni

23 dicembre Santi Martiri dal XVI alXXI secolo


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Saints BASILE, prêtre, MACAIRE et JEAN, martyrs par la main des Communistes (Russie 1938)

Sinassario dei santi italici ed italo greci per il 22 Dicembre






Sinassario dei santi italici ed italo greci per il 22 Dicembre

Santi Demetrio, Onorato e Floro di Ostia Martiri
Demetrio, Onorato e Floro sono commemorati nel Martirologio Romano il 22 dicembre La notizia proviene da Usuardo, il quale però non si accorse che si trattava di una ripetizione dei santi Demetrio e Onorio ricordati già il 21 novembre. È da notare inoltre che nel Geronimiano invece di Onorato si legge Onorio e in più c'è anche il nome di Felice. Onorato però è ricordato nello stesso Geronimiano il 21 dicembre come vescovo e confessore, ma di ignota sede. Chi fossero poi Felice e Floro è impossibile precisare per mancanza di altre notizie.


Santa Anastasia vedova detta  Pharmacolytria e i suo compagni nel martirio Santo Crisogono Santa Teodota e i tre figli di lei sotto Diocleziano verso il 304

Tratto da http://www.santiebeati.it/dettaglio/83175

Anastasia figlia di Pretestato e moglie di Publio era tutta dedita all’assistenza dei cristiani di Roma, a cui una legge iniqua, vietava di svolgere qualunque mestiere. Il marito contrarissimo puniva con crudeltà ogni sua disubbidienza, era confortata comunque dai consigli di s. Crisogono, anch’egli perseguitato e incarcerato. Morto il marito, poté più liberamente esercitare la sua carità cristiana. Il suo consigliere Crisogono fu trasferito ad Aquileia alla corte imperiale, Anastasia lo accompagnò nel viaggio da Roma e assistette all’interrogatorio e poi alla sua decapitazione, il corpo fu abbandonato presso l’abitazione delle tre sorelle cristiane Agape, Chionia, Irene, le quali con l’aiuto del santo prete Zoilo, gli diedero sepoltura e per questo furono arrestati tutti. 

Poi Diocleziano partì per la Macedonia portando con sé tutti i cristiani imprigionati e con essi anche Anastasia; dalla Macedonia si spostò verso Sirmio nell’Illiria, qui gli furono denunciati come cristiani fuggiaschi, la matrona Teodota e i suoi tre figli, che fece incarcerare. 
L’interesse che Anastasia aveva per la sorte dei quattro, insospettì i pagani che la denunciarono al prefetto Probo; questi dopo interrogatori e vani tentativi di farle abiurare la fede cristiana, la tenne ai ceppi per un mese e poi l’imbarcò sopra un naviglio forato, insieme ad altri cristiani e delinquenti e avviati in mare aperto per farli naufragare e morire. Ma questi scampati miracolosamente alla tempesta, sbarcarono a Palmaria, dove di nuovo presi fu loro offerta la libertà in cambio dell’onore agli dei, ma dietro il loro ennesimo rifiuto furono tutti trucidati, mentre Anastasia fu arsa viva. Le sue ceneri furono raccolte da una donna di nome Apollonia che le depositò in una piccola chiesa nel suo giardino


Martire, probabilmente nella persecuzione di Diocleziano (304 circa). Venerata a Sirmio in Pannonia, il suo culto si diffuse, specie a Costantinopoli ove vennero traslate le reliquie, sotto il patriarca Gennadio (458-71), e a Roma , dove la Tradizione ne fece una martire romana, collegata con altri, tra cui principalmente S. Crisogono e dove il suo nome si sovrappose a quello della fondatrice (una parente di Costantino) del titulus Anastasiae, la maestosa basilica ai piedi del Palatino, ove si celebrava la messa commemorativa, il giorno di Natale.


Santo Flaviano prefetto di Roma martire cristiano sotto Giuliano Apostata(verso il 362)

 La tradizione lo vuole marito di Santa Dafrosa (4 gennaio) e dunque padre delle sante Bibiana (2 dicembre) e Demetria (21 giugno). Confessatosi cristiano, venne marcato a fuoco sul volto con il sigillo degli schiavi e condannato al lavoro forzato presso le terme od un tempio pagano presso una località che è stata variamente identificata con Civitavecchia, Acquapendente o Montefiascone

giovedì 21 dicembre 2017