sabato 25 novembre 2017

26 Novembre Santi Martiri dal XVI al XXI secolo




Saint GEORGES de Chios, ébéniste de profession, martyr par la main des Musulmans (1807). 


Giorgio nacque nell’isola di Chio da genitori cristiani e, sin da piccolo, fu apprendista di un abile falegname. Un giorno, si trovavano nell’isola di Psara impegnati nella costruzione di alcuni iconostasi; Giorgio insieme con altri ragazzi birbanti fuggì di nascosto dalla falegnameria e furono sorpresi a rubare meloni. Condotto davanti al
giudice turco per paura della punizione accettò di diventare musulmano con il nome di Ahmed. Quando ebbe dieci anni, ritornò nuovamente a Chio piangendo e lamentando la sua apostasia. Suo padre, quindi, per nasconderlo dai Turchi lo affidò alle cure di un buon cristiano di nome Kydonias. Più tardi fu adottato da un’anziana donna che lo confermò nella Fede. All’età di ventidue anni, si fidanzò con una ragazza della città ma, poco tempo dopo, avendo litigato con il fratello della ragazza fu denunciato da quest’ultimo alle autorità turche come apostata dell’Islam. Giorgio fu imprigionato e torturato, ma le sofferenze insieme all’incontro con un altro confessore della Fede servirono solamente a rafforzarlo nell’amore di Cristo e condurlo alla scelta di donare la sua vita per Lui. Nella notte del 24 novembre 1897, egli si comunicò ai Santi Misteri e iniziò a prepararsi tranquillamente alla morte. Il giorno seguente le autorità decisero la sua esecuzione; i sacerdoti della città radunarono tutti i fedeli per una notte di veglia per chiedere a Dio di dare coraggio e perseveranza al nuovo Martire nell’ora della sua prova. Alle prime luci dell’alba mentre i canti e gli inni risuonavano nella chiesa, Giorgio, ripetendo continuamente il nome di Gesù e della Sua Santissima Madre, fu condotto al luogo dell’esecuzione, dove fu prima fucilato e poi decapitato. Così, la sua anima partì per unirsi al coro dei Santi Martiri.

Per le sue preghiere,Signore Gesù Cristo Dio nostro, abbi misericordia di noi e salvaci. Amin.
 
Saints NICOLAS, JEAN, GEORGES, NAZAIRE, BASILE, BASILE et ELIE, prêtres, martyrs par la main des Communistes (Russie 1937).

Saint PIERRE, martyr par la main des Communistes (Russie après 1937).

26 Novembre i nostri venerati santi di Francia

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Saint AMATEUR, évêque d'Autun en Bourgogne (IIIème siècle).

Saint MARTIN, évêque d'Autun (IIIème siècle).

Sainte MAGNANCE, moniale, disciple de saint Germain d'Auxerre, morte lors du transfert du corps de celui-ci de Ravenne à Auxerre (448).

Saint MAURIN d'Agen, diacre, martyr à Lectoure en Gascogne par la main des Wisigoths ariens (avant 507). L'actuel monastère orthodoxe de Lectoure est placé sous l'invocation des saints Clair et Maurin.

Saint SUTIC, ermite à Guisseny en Bretagne (VIème-VIIème siècles).

Saint BASLE (BASOLE, BASOLUS), ermite en Champagne (620).

Saint ROMPHAIRE (REPHAIRE), évêque de Coutances en Normandie (728).

Saint MARTIN des Arades, moine de Corbie en Picardie, confesseur de Charles Martel (726).

Saint KONDELEC, moine, disciple de saint Convoyon à Redon en Bretagne (IXème siècle)

SINASSARIO SANTI ITALICI ED ITALO GRECI PER il 25 Novembre








Santo Prospero Vescovo di Reggio Emilia (nel V secolo )
Secondo la tradizione della Chiesa  locale, San Prospero fu Vescovo di Reggio, antica cittadina romana, dopo la metà del secolo V, probabilmente il nono nella successione dei Pastori, da sempre venerato come “difensore della città”.
L’antico lezionario latino, confermato dalla stessa storia civile, ricordava genericamente che quelli del periodo del Vescovo Prospero erano tempi terribili: “in Italia e precipuamente nella Gallia Cisalpina in cui è posta Reggio, si ebbero varie incursioni dei Barbari”.
Oltre alle calamità belliche, la Chiesa soffriva anche per le eresie che negavano la doppia natura di Gesù, il Cristo Salvatore, vero Dio e vero Uomo, per cui spesso si dovevano riunire Concili Ecumenici e Sinodi Regionali per fissare e precisare i dogmi, le verità di fede, che noi ancor oggi riaffermiamo ogni domenica proclamando il Credo.
Come testimonia il suddetto Lezionario: “Nel servizio pastorale, Prospero si comportò così da far conoscere la sana e celeste Dottrina al popolo che gli era stato affidato, ed ancor più per spingere lo stesso a vivere santamente e piamente con una vita impregnata di santi costumi. Egli era assiduo nella preghiera, generoso nelle elemosine e molto attivo nelle cure difficili della Chiesa. Era lodato da tutti, meritatamente, come comune fratello di tutti, poiché mostrava se stesso come esempio delle opere buone in ogni cosa, come una lucerna sul candelabro.
“Infine, dopo aver presieduto la Chiesa reggiana per ventidue anni, preparato dalle orazioni, digiuni e vigilie, conoscendo che si approssimava il giorno della propria morte, convocato il Clero, tra salutari ammonimenti e divini colloqui, illustre per miracoli volò al cielo il 25 giugno.
“Il suo corpo, dapprima deposto nella chiesetta di Sant’Apollinare da lui stesso edificata fuori dalle mura della città, subì poi varie traslazioni… La terza fu effettuata il 24 novembre dell’anno 997 nella basilica appositamente costruita dal Vescovo Teuzone nel centro della città”, dove ancora oggi giace, vivo nella memoria dei fedeli. La Chiesa locale di Reggio ne celebra la memoria il 24 Novembre

Santa Gioconda vergine a Reggio Emilia (466)

La tradizione locale ritiene santa Gioconda discepola del vescovo san Prospero, il cui episcopato risale al secolo V. Tuttavia, il suo culto si è esteso a tutta la città di Reggio e alla Diocesi verso l’anno 1030; Il corpo della Santa è conservato e venerato nel tempio cittadino dei santi Pietro e Prospero. 

venerdì 24 novembre 2017

24 novembre Santi italici ed italo greci





Santo Clemente papa e patriarca di Roma martire in Chersoneso,in Crimea,dove era stato deportato (verso il 97)

Clemente, romano, era un discepolo di San Paolo e suo collaboratore a Filippi (identificato sia da Origene, che da Eusebio e Girolamo, con il "collaboratore" di San Paolo, nominato nell'epistola ai Filippesi [4, 3]. ) Fu nominato vescovo da San Pietro. La tradizione lo presenta figlio del senatore Faustino della gens Flavia, parente quindi dell'imperatore Domiziano. Quest' imperatore nel 95 scatenò una violenta persecuzione contro i cristiani. Clemente fu Papa dall'88 al 97. Nel 96 scoppiò un conflitto nella chiesa di Corinto: un gruppo di giovani membri di Chiesa contestò a diversi presbiteri la direzione della comunità di quella città. Clemente con una lettera li richiamò alla necessità di obbedire alle autorità tradizionali della chiesa, esortandoli a fuggire i falsi dottori  Nel 97 l'imperatore Nerva esiliò il Papa nel Chersoneso. Nel Ponto Eusino egli svolse opera di apostolato, a Roma lo sostituì il pontefice Evaristo. Nella terra d'esilio Clemente I s'incontrò con circa 2000 cristiani condannati ai lavori forzati nelle cave di marmo e li incoraggiò ad aver fede; compì nuove conversioni e la notizia irritò il nuovo imperatore Traiano. Gli venne ordinato di sacrificare agli dei e Clemente ovviamente rifiutò. Venne eseguita la condanna; fu gettato nel mar Nero con un'ancora al collo. Questo avvenne nell'anno 100.. Nel 869 il corpo di San Clemente fu portato a Roma da San Cirillo e San Metodio e definitivamente tumulato nella sua basilica. A Collelungo (frazione di Casaprota) c'è una chiesa dedicata a San Clemente (patrono del paese), eretta secondo la tradizione sui resti della villa di Faustino, suo genitore. La chiesa oggi si trova all'interno del cimitero di Collelungo, a pochi km dal centro abitato, sopra una collina limitrofa


Santo Ermogene vescovo di Agrigento ultimo vescovo della città  prima della conquista araba

Nell’antico calendario della Chiesa Agrigentina è menzionato come santo al 24 novembre. Il Lancia di Brolo così ne parla: "Metto tra i martiri di incerta data anche S. Ermogene, vescovo di Girgenti, che la Chiesa greca onora al 24 novembre: veramente i Menei (monologi greci) dicono espressamente che “egli finì in pace i suoi giorni...”.
S. Ermogene fu uno di quei santi martiri dell'ultima persecuzione che, sopravvissuti ai patimenti, finirono la vita in pace ai tempi di Costantino. il Lancia di Brolo, in greco, riportano il distico che nei Menei greci è dedicato a S. Ermogene la cui versione latina a cura del P Gaetani così recita
Caedens, Hermogenes, ex genere mortalium
pudore fastum generis imples daemonum.
Il Russo lo ritiene "oscurissimo distico" e dice che Ermogene fu l’undicesimo vescovo di Agrigento e divenne tale per le sue virtù cristiane nell’800; dopo averla governata ed illustrata con zelo e dottrina, morì il 24 novembre dell’824. il suddetto distico si potrebbe tradurre: ''Allontanandoti, Ermogene, dal genere umano, colmi di vergogna l'arroganza del genere dei demoni".
O qui ci si riferisce al coraggio  del santo che, morendo martire, vince il persecutore , o alla saggezza del confessore della fede  che  sconfigge la superbia dei demoni.

Santo Felicissimo martire a Perugia probabilmente durante la persecuzione di Diocleziano(verso il 303)

Non conosciamo nulla della sua vita: si dice di lui che annunciava con efficacia il Vangelo alle popolazioni rurali, semplici e povere. La sua memoria è legata al 24 novembre sia nel Martirologio Geronimiano (sec. V), che in quello di Usuardo (sec. IX: Apud Perusiam, Tusciae civitatem, sancti Felicissimi). La tradizione perugina ne colloca,invero, il martirio al tempo dell’assedio di Totila, durante il quale fu ucciso nel 547 lo stesso vescovo della città Ercolano.
Nel luogo del martirio sulla riva del Tevere già antiquitus fu eretta una chiesa, presumibilmente continuata nell’abitato di Ponte Felcino (corrosione fonetica per Felicissimo?) che lo onora come patrono. Altra antica chiesa a lui intitolata si trova a Castiglion Fosco.

Santa Fermina vergine martire ad Amelia sotto Diocleziano
"La tradizione afferma che dopo l'editto di Nicodemia gli imperatori Diocleziano e Massimiano intrapresero una nuova persecuzione contro i cristiani; fu la decima secondo la storia ma la più feroce. Durante tale periodo la giovanetta Fermina, nata a Roma nel 272 d.c., allora quindicenne, figlia di Calpurnio della nobile ricca famiglia dei Pisoni, prefetto di Roma, abbandonò la casa paterna per sfuggire la persecuzione e prese la via di mare, partendo dal Tevere, onde recarsi al Porto di Centocelle attualmente Civitavecchia, allo scopo di confortare gli esiliati in questo luogo e predicare il Vangelo fra il popolo e i marinai.
Nella breve navigazione costiera si scatenò una violenta tempesta e nel momento in cui la fragile imbarcazione con altri viaggiatori stava in procinto di naufragare Fermina si inginocchiò in mezzo alla nave, pregò Dio, comandando alle onde e al vento di placarsi. La tempesta cessò all'istante e così l'imbarcazione poté arrivare in porto senza danni per tutti
Nei pressi dove ora sorge la fortezza Giulia (Forte Michelangelo) esiste una grotta, la Grotta di S. Fermina, così chiamata perché la giovanetta vi abitò nei due anni di soggiorno a Ceuntumcellae
Venuto il giorno della partenza, accomiatatasi dal popolo prediletto e fra le lacrime dei presenti che la ebbero cara e preziosa, Fermina fa solenne promessa che mai si sarebbe dimenticata di loro e della loro Città. Salutati tutti nel nome di Gesù si allontanò sulla via dirigendosi verso l'Umbria nella città di Amelia. Come riportato nella storia, Fermina giunta ad Amelia, visse vita eremitica, rivolgendo ai fedeli parole di conforto esortandoli coraggiosamente alla fede e all'amore.
Sorpresa dalla persecuzione contro il cristianesimo, denunciata come cristiana, S. Fermina fu arrestata e condotta davanti al giudice Megezio il quale, nemico acerrimo dei cristiani, la sottopose a minacce e tormenti più spietati che non spezzarono però il suo coraggioso rifiuto di rinnegare la fede cristiana.
Durante il suo martirio, prodigiosi fatti avvennero. Orsicino, la belva umana incaricata da Megezio di flagellarla, nel momento di darle il primo colpo, cadde a terra con il braccio paralizzato e subito guarì per le preghiere della Santa. In seguito a tale miracolo anche Orsicino si fece cristiano. Il giudice Megezio, non soddisfatto delle atroci sofferenze della giovinetta (il suo corpo era ormai ridotto ad una piaga),non si commosse e ordinò ai suoi carnefici che la giovane Santa venisse legata con i capelli ad un alto trave e così sospesa fosse lo scherno e il ludibrio dei pagani presenti, comandando loro di accendere sotto i suoi piedi un gran fuoco perché la facessero spasimare fino all'ultimo respiro.
Fermina, sentendosi prossima alla fine, durante la sua atroce agonia eleva a Dio una preghiera per i suoi carnefici e poi raccomandando l'anima sua spirava dolcemente. Il 24 novembre 304 quando aveva appena 25 anni. I resti del prezioso corpo vennero segretamente sepolti fuori Amelia dai Cristiani con grande venerazione e vi restarono occulti per circa sei secoli. Furono ritrovati nell'anno 870 e da allora sono solennemente custoditi nella Cattedrale di Amelia.






Santo Crisogono patrizio romano  si addormentò in Dio ad Aquileia ,città di cui probabilmente fu vescovo verso il 304
Il vescovo di Aquileia, Crisogono venne martirizzato sotto Diocleziano Il suo nome si trova nel "Martyrologium Hieronymianum in due diversi giorni, il 31 maggio e il 24 novembre  Il suo culto si diffuse rapidamente, con un titulus istituito a Roma probabilmente sotto Papa Silvestro I (314-335).
Secondo una tradizione del V secolo  Crisogono era un romano, vicarius Urbis, e maestro di Sant'Anastasia di Sirmio. Imprigionato durante una persecuzione, fu poi portato ad Aquileia alla presenza di Diocleziano, che ne ordinò la morte per decapitazione. Il corpo di Crisogono, gettato in mare, fu riportato a riva e trovato dal sacerdote Zoilo, che gli diede sepoltura.

Santo Crescentino martire romano a Città di Castello  (tra il 303 e  il 309)

Crescentino sarebbe nato a Roma nel 276 figlio di Eutimio, un nobile romano convertito al cristianesimo. Fu indirizzato alla carriera militare ed entrò nella prestigiosa prima coorte della prima legione di stanza a Roma per la difesa dell'Imperatore  Questa legione era comandata da San Sebastiano , insieme al quale operò per la propagazione della fede cristiana.

La tradizione narra che a causa di un editto dell'imperatore Diocleziano ai soldati romani venne proibito di praticare il cristianesimo e di conseguenza molti soldati cristiani vennero uccisi o costretti all'esilio. Crescentino nel 297 abbandonò la capitale insieme ai suoi genitori e si rifugiò a Perugia  Perduti i genitori, donò parte dei suoi beni ai poveri e lasciò Perugia a cavallo recandosi con alcuni compagni nella valle Tiberina  Arrivato a Tifernum Tiberinum, oggi Città di Castello , allora interamente pagana  si propose di convertirne gli abitanti. E si narra che la campagna intorno alla città , in località Pieve de' Saddi  era oppressa da un terribile mostro  che con il proprio alito pestilenziale procurava malattie agli abitanti e devastava le campagne. Il santo, dopo aver predicato la fede cristiana, uccise il mostro in combattimento a Pieve de' Saddi  e fu accolto come un liberatore dalla popolazione.
L'imperatore Diocleziano, venuto a conoscenza dei fatti prodigiosi e dell'ascendenza ottenuta da Crescentino sulla popolazione, ordinò al prefetto dell'Etruria  Flacco, di chiedere a Crescentino l'abbandono della fede cristiana e il ritorno nella sua legione, sotto pena della morte Crescentino invece si impegnò ancor di più  nella predicazione della  fede con  nuove conversioni e compiendo diversi miracoli.
Flacco fece trascinare Crescentino in un tempio dedicato a Giove, dove il Santo rifiutò di obbedire all'ordine di adorare gli Dei pagani. Crescentino venne allora messo al rogo, ma con meraviglia dei suoi carnefici risultò immune dalle fiamme, nel mezzo delle quali continuava ad intonare canti di lode a Dio. I soldati allora lo denudarono e, legatigli mani e piedi, con una corda al collo lo trascinarono per le strade cittadine, e infine, gli tagliarono la testa. Il martirio sarebbe avvenuto, il 1º giugno del 303
Nella notte alcuni cristiani si sarebbero quindi recati sul luogo del supplizio per dare onorata sepoltura al giovane martire, che venne sepolto nel mezzo di un bosco. Sul luogo della sepoltura del santo sarebbe quindi sorta una piccola chiesa (Pieve de' Saddi. Nello stesso luogo, il successivo 10 giugno sarebbero stati sepolti anche i compagni di Crescentino, che a loro volta avevano subito il martirio tutti insieme. I nomi dei compagni di Crescentino riportati dalla tradizione ecclesiale  sono: Grivicciano, Giustino, Fortunato, Benedetto, Orfito, Europio, Esusperanzio e Viviano, tutti venerati dalla Chiesa come martiri.






Santo Protasio vescovo di Milano confessore della fede contro l’eresia dell’arianesimo(verso il 352)

È l'ottavo vescovo di Milano. Gli vengono attribuiti venticinque anni di episcopato, che però vanno ridotti a circa  dieci, poiché il settimo vescovo di Milano, Mirocle, fu presente al concilio di Arles del 314 ed il decimo, Dionigi, fu deposto nel 355.
S. Atanasio afferma di essere stato ricevuto a Milano dall'imperatore Costante in compagnia del vescovo della città, Protasio (Apologia ad Constantium imp., 3-4, in PG, XXV, coll. 600-601): questo fatto sarebbe avvenuto nel 342-343; inoltre ancora s. Atanasio ricorda il nostro Protasio come partecipante al concilio di Sardica (343-344; Apologia contra Arianos, 50, ibid., XXV, col. 337).
Secondo gli antichi cataloghi, Protasio morì il 24 nov. e fu sepolto nella basilica milanese di S. Vittore al Corpo; non siamo in grado di sapere se fu durante il suo episcopato o durante quello del successore Eustorgio I che si tennero a Milano i due concili del 345 e del 347-348 che culminarono nella condanna di Fotino, vescovo di Sirmio, fautore dell'arianesimo.

25 novembre i nostri venerati santi di francia





Saint STERLIN, fondateur de paroisse à Kervignac en Bretagne (VIème siècle).

Saint STER, ermite à Saint-Sève en Bretagne (VIème siècle).

Saint TUTWARN, ermite près de Douarnenez en Bretagne (VIème-VIIème siècles).

Saint TUTNOU, ermite à Lannilis en Bretagne (VIIème siècle).

Saint ALAIN (ALANUS, ELAN), abbé à Lavaur en Languedoc (VIIème siècle).

Saint REOL (RIEUL), archevêque de Reims en Champagne (698).

25 Novembre Santi Martiri dal XVI al XXI secolo



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Saints SERAPHIN, archevêque de Smolensk, GREGOIRE, JEAN, BASILE, CÔME, JEAN, SIMEON, HILARION, IAROSLAV et ALEXANDRE, prêtres, et PAUL, laïc, martyrs par la main des Communistes (Russie 1937). 

Saint NICOLAS, laïc, martyr par la main des Communistes (Russie 1938).

giovedì 23 novembre 2017

24 novembre i nostri venerati santi di Francia


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Saint ROMAIN de Blaye, prêtre, disciple de saint Martin de Tours, missionnaire et thaumaturge dans le Bordelais (vers 385). C'est un des patrons des marins.

Saint KENAN, évêque-abbé en Irlande, puis ermite à Cléder en Bretagne (495).

Saint BIEUZY (BIHUIT), disciple de saint Gildas de Rhuys, ermite et peut-être martyr à Bieuzy en Bretagne (VIème siècle). On l'invoque contre la rage.
Saint PROTAIS, ermite, vénéré à Combronde en Auvergne (VIème siècle).

Saint SEVERIN, reclus près de Paris (vers 540).

Saint POURÇAIN, esclave affranchi devenu abbé de Mirandum en Auvergne, thaumaturge, éponyme de Saint-Pourçain- sur-Sioule, célèbre bourg viticole en Bourbonnais (vers 540).

Saint LEOPARDIN, abbé de Saint-Symphorien- de-Vivaris en Berry, martyr assassiné par un disciple indigne (VIème ou VIIème siècle).

Saint SARRE, ermite, vénéré à Lambres en Hainaut français (VIIème siècle).

Saint SARRE, ermite, vénéré à Lambres en Hainaut français (VIIème siècle).