domenica 28 dicembre 2014

del 29 dicembre santi martiri e feste


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SAINTS INNOCENTS (enfants massacrés par Hérode). (Office traduit en français par le père Denis Guillaume au tome XII des Ménées. Tropaire, kondakion et mégalynaire plus récents traduits par le même au tome XII du Supplément aux Ménées

Mémoire de tous les CHRETIENS ORTHODOXES morts de faim, de soif, de froid, par l'épée, ou de toute autre mort violente.
Saint TROPHIME, premier évêque d'Arles en Provence (IIIème siècle). 



Saints CALLISTE, FELIX et BONIFACE, martyrs à Rome.
Saints DOMINIQUE, VICTOR, PRIMIEU, LYBOSE, SATURNIN, CRESCENT, SECOND et HONORAT, martyrs d'Afrique. Sempre a Cartagine, nell’odierna Tunisia, passione dei santi Satiro, Saturnino, Revocato e Secondino, dei quali, durante la medesima persecuzione, l’ultimo morì in carcere, gli altri invece, dopo essere stati straziati da varie belve, morirono sgozzati con la spada mentre si scambiavano il bacio santo. Saint ATHENODORE, disicple de saint Pacôme (IVème siècle).

Saint BENJAMIN, moine de Nitrie en Egypte (392). 


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Saint MARCEL d'Apamée, higoumène du monastère des Acémètes de Constantinople (vers 484). (Office traduit en français par le père Denis Guillaume au tome XII des Ménées. Tropaire, kondakion et mégalynaire plus récents traduits par le même au tome XII du Supplément aux Ménées.)  A Costantinopoli, san Marcello, abate del monastero degli Acemeti sul Bosforo, nel quale si eseguiva giorno e notte ininterrottamente il canto dei salmi.

http://www.johnsanidopoulos.com/2012/12/saint-markellos-of-monastery-of.html  Saint EVROULT (EBRULFUS) de Bayeux, higoumène du monastère d'Ouche au diocèse de Lisieux en Normandie (596). A Exmes in Neustria, ora in Francia, sant’Ebrolfo, abate del monastero di Ouche al tempo del re Childeberto. Saint MELDROC, Irlandais de nation, évêque de Vannes en Bretagne (VIIème siècle).

Saint FLORENT, évêque de Bourges en Berry (664).

Saint ALBERT de Gambron, solitaire dans le Maine (VIIème ou VIIIème siècle).

Saint THADEE, Slave d'origine, esclave de saint Théodore Stoudite (cf. le 11 novembre) devenu moine du Stoudion de Constantinople, confesseur des saintes Icônes (818).

Saint GEORGES l'Hymnographe, évêque de Nicomédie en Bithynie, mort en paix (seconde moitié du IXème siècle).

Saint MARC le Fossoyeur de la Laure des Grottes de Kiev (XIème siècle).

Saints THEOPHILE et JEAN de la Laure des Grottes de Kiev (XIème-XIIème siècles).

Saint THEOPHILE de Louga et Omoutch (Russie 1412).

Saint THEODOSE, prêtre, martyr par la main des Communistes (1938).

Saintes NATHALIE, NATHALIE, EUDOXIE, ANNE, MATRONE, BARBARA, ANNE, EUDOXIE, EUPHROSYNE, AGRIPPINE et NATHALIE, martyres par la main des Communistes (1942).



sabato 27 dicembre 2014

28 dicembre santi feste e memorie



Apostle Nicanor the Deacon of the Seventy


Sette uomini furono scelti dai dodici Apostoli per svolgere il “servizio delle mense”, affinchè non tutti i discepoli dovessero disperdere tempo prezioso trascurando così la predicazione della Parola di Dio e la preghiera. La proposta fu accettata e vennero eletti, come elenca il libro biblico degli Atti degli Apostoli, “Stefano uomo pieno di fede e Spirito Santo, Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmenas, Nicola di Antiochia”. Gli Apostoli imposero loro le mani e la Chiesa vide poi in questo atto l’istituzione del ministero diaconale.
Gli Atti degli Apostoli non forniscono però alcuna informazione sulla particolare missione affidata a ciascuno di essi, se non che Stefano fu il primo martire della cristianità, oggi festeggiato al 26 dicembre. Il diacono Filippo è anch’egli ricordato singolarmente, ma all’11 ottobre




Sainte IOLANDE ou IOLANTHE, martyre à Rome sous Marc-Aurèle (vers 169).
Saints CASTOR, VICTOR et ROGATIEN, martyrs d'Afrique. 



VINGT MILLE martyrs brûlés vifs à Nicomédie en Bithynie lors de la persécution de Maximien (304). (Office traduit en français par le père Denis Guillaume au tome XII des Ménées.) 

 

Mémoire des saints martyrs de Nicomédie qui échappèrent au feu, mais reçurent la palme du martyre par différents tourments: saints INDES l'eunuque, PIERRE, GORGONE, ZENON, DOROTHEE, MARDONIOS, MYGDONIOS, GLYKERIOS, prêtre, et THEOPHILE, diacre. Sono uno dei quattro gruppi di martiri dell'Ellesponto, caduti nel 303 sotto la persecuzione di Diocleziano e commemorati in altrettante date. Nicomedia era la residenza di Diocleziano, che, divenuto imperatore, oltre ad esaltare gli antichi culti romani, fu l'autore di una delle più grosse persecuzioni contro i cristiani. Il primo a subire il martirio fu san Pietro di Nicomedia, che prestava servizio nel palazzo dell'imperatore. Diocleziano volle che la punizione del cristiano, rifiutatosi di compiere le rituali offerte alle divinità di Roma, fosse un monito per tutti gli altri cristiani della sua città. A Pietro vennero strappati brandelli di carne e sulle ferite fu versato l'aceto. Pietro venne poi condanato al rogo. L'eroico comportamento del martire infuse serenità e coraggio agli altri ventimila cristiani di Nicomedia, che pochi giorni dopo diedero la loro testimonianza di fede in Cristo con la propria vita




Sainte DOMNA, prêtresse païenne convertie, martyre à Nicomédie (304). 

 

Saint SECUNDUS, martyr. Il martirio di San Secondo avvenne nell’antica Vittimulo (oggi frazione San Secondo di Salussola, in provincia di Biella) in un anno compreso tra il 286 e il 306. Patrono di Ventimiglia (nella Cattedrale è venerato il suo capo), è compatrono anche di Torino. Qui, in un altare del Duomo, sono conservate le altre sue reliquie e, in città, gli è dedicata una parrocchia che dà il nome alla zona circostante. Le notizie più antiche che abbiamo su questo martire sono contenute in documenti medievali del IX secolo.
Luogotenente della Legione Tebea, Secondo era nativo della provincia di Tebe, nell’Alto Egitto. Gli Imperatori romani Diocleziano e Massimiano avevano inviato questo esercito in Svizzera, agli ordini di Maurizio, per sedare la rivolta dei Bagaudi. L’intera Legione trovò la morte ad Agauno (odierna St. Maurice, nel Vallese), in quanto i suoi membri, tutti cristiani, non rinnegarono il proprio credo partecipando al consueto sacrificio pagano che si teneva prima di una battaglia. Secondo fu martirizzato prima che la Legione varcasse le Alpi. La sua “Passio” narra che, dopo essersi professato cristiano, gli fu dato un termine per abiurare che scadeva con l’arrivo a Vittimulo, stazione di sosta nella marcia verso le Gallie. Al suo diniego venne decapitato: il sangue di un martire bagnava la terra biellese. Secondo fu d’esempio a tutti i compagni.
La piccola comunità cristiana del paese lo seppellì e la tomba divenne luogo segreto di preghiera, pubblico dopo l’editto di Costantino. Se ovviamente non esistono documenti coevi ai fatti, certo è che il suo culto a Vittimulo fu immediato. La più antica pieve del basso biellese fu eretta in suo onore, sul luogo del martirio, da S. Eusebio (vescovo dal 345 al 371). Se ne conserva una lapide del V – VI secolo, oggi al Museo Civico di Biella. La venerazione era talmente radicata che, nei secoli successivi, il luogo era denominato semplicemente “plebes S. Secundi”.
Le reliquie di San Secondo lasciarono Vittimulo nel VIII – IX secolo, a causa della distruzione del paese. Furono portate nell’abbazia benedettina della Novalesa, tra le maggiori del Piemonte, fondata nel 726 lungo una delle vie più importanti delle Alpi. Probabilmente furono prese durante la distruzione, poi donate o vendute ai Benedettini. Nel 906, per sfuggire all’invasione dei Saraceni, i monaci ripararono a Torino portando le reliquie dei santi e preziosi codici manoscritti. Una loro proprietà era il monastero di Sant’Andrea (odierno Santuario della Consolata) e lì trovarono rifugio. Nel 990 i benedettini poterono tornare alla Novalesa: i resti di S. Secondo furono lasciati in città dove gli era stata dedicata una chiesa presso la Dora (distrutta nell’XI secolo), a eccezione del capo che fu donato al vescovo Panteio di Ventimiglia. Egli, a Susa per ripianare delle controversie, aveva riconsacrato gli altari della Novalesa.



Saint DOMNIO, prêtre à Rome (IVème siècle).

Saint BABYLAS de Tarse en Cilicie, mort en paix.

Saint PLOUTODORE.

Saints ROMULUS et CONINDRUS, apôtres sur l'île de Man (vers 450).

Saint CADE, évêque itinérant, apôtre dans le Berry (472).

Saint MAUGHOLD (MACCALDUS), ancien brigand irlandais converti par saint Patrick et devenu évêque missionnaire sur l'île de Man (vers 488).

Sainte LIBOUBANE, mère de saint Gonéri de Plougrescant en Trégor de Bretagne, solitaire sur un îlot proche (VIème siècle).

Saint ANTOINE le Miraculeux, natif de Pannonie, moine de Lérins en Provence (vers 526). Commemorazione di sant’Antonio, monaco, che, uomo illustre per garbo e preparazione, dopo aver condotto vita solitaria, si ritirò ormai vecchio nel monastero di Lérins in Provenza, dove si addormentò piamente nel Signore






Saint SIMON le Myrrhoblite, fondateur du monastère de Simonos-Petra sur la Sainte Montagne de l'Athos (1287). 


Le 28 décembre, mémoire de notre vénérable Père SIMON le MYROBLITE, fondateur du Monastère de Simonos-Pétras sur la Sainte Montagne de l'Athos







Saint Simon a fleuri dans le Jardin de la Mère de Dieu au cours du XIIIe siècle, à l'époque où l'empire byzantin se trouvait divisé et affaibli, suite aux croisades, et où la capitale avait été transférée à Nicée. Fuyant donc les vanités de ce monde, il se rendit sur la Sainte Montagne pour y travailler au salut de son âme auprès d'un père spirituel. Il fixa son choix sur un Ancien, non seulement expérimenté dans l'ascèse mais encore sévère et exigeant, et se soumit à lui corps et âme, comme à Dieu même. Son obéissance exemplaire, son humilité, son amour pour son père spirituel, qui ne lui ménageait pas pourtant les reproches et mêmes les coups, rélevèrent bientôt à un haut degré dans la vertu et attirèrent sur lui l'admiration des moines de l'Athos, et le respect de son Ancien qui finalement cessa de le considérer comme son disciple, mais plutôt son compagnon d'armes dans les combats spirituels. Ces marques d'honneurs ne convenaient pas pourtant à celui qui avait choisi d'embrasser la déréliction et la Passion de Jésus; aussi obtint-il, à force d'instances, de partir vivre seul. Au bout de maintes recherches, il élut son séjour dans une grotte étroite et humide, située sur la pente occidentale de l'Athos, à 300 mètres au-dessus de la mer. Il y persévéra là jours et nuits en butte aux assauts incessants du démon, en n'ayant pour armes que la foi, l'espérance et l'invocation du Nom tout puissant de Notre Seigneur.



Une nuit, quelques jours avant la fête de la Nativité, il vit un astre se détacher soudain du ciel et descendre se fixer au-dessus du rocher abrupt situé en face de la grotte. Soupçonnant un nouveau piège du Malin, qui souvent se transforme en ange de lumière (cf. II Cor. 11:14), l'ascète n'y ajouta pas foi. L'apparition se répéta plusieurs nuits de suite, jusqu'au soir de la Nativité, où l'astre lumineux descendit sur le rocher, comme l'étoile de Bethléem, et une voix se fit entendre du ciel: «Ne doute pas, Simon, fidèle serviteur de mon Fils! Vois ce signe et ne quitte pas cet endroit pour trouver une plus grande solitude, comme c'était ton intention, car c'est là que je veux que tu fondes ton cénobion pour le salut d'un grand nombre d'âmes». Immédiatement rassuré par la voix de la Mère de Dieu, Simon fut alors transporté comme en extase à Bethléem, devant le Christ-enfant, avec les Anges et les Bergers, et revenu à lui il entreprit sans plus tarder la construction de la Nouvelle Bethléem.Peu après cette vision, trois jeunes frères d'une riche famille de Thessalie (ou de Macédoine), ayant entendu l'éloge des vertus de Saint Simon vinrent à lui, déposèrent à ses pieds tous leurs biens, tels trois nouveaux Rois-Mages, et lui demandèrent de les recevoir comme disciples. On fit alors venir des bâtisseurs qui, voyant l'endroit si escarpé et si dangereux que leur indiquait le Saint, refusèrent de prendre de tels risques et l'accusèrent d'avoir perdu la raison. Un des frères qui leur servait à boire glissa et tomba à ce moment dans le précipice vertigineux. La mort était certaine et l'événement semblait confirmer les reproches des ouvriers; mais quelle ne fut pas leur stupéfaction quand ils virent que, grâce à la prière de Saint Simon, le moine remontait bientôt saint et sauf sur l'autre versant en tenant à la main le pichet de vin et le verre plein qu'il s'apprêtait à leur servir. Convertis, les bâtisseurs devinrent moines et purent à maintes reprises constater pendant le construction que Dieu accordait à son serviteur un grand pouvoir.

La construction étant achevée, la Nouvelle Bethléem commençait à se peupler d'un bon nombre de moines quand débarquèrent un jour des pirates sarrasins. Saint Simon vint à leur rencontre avec des présents, en espérant les dissuader de piller le monastère. Comme ceux-ci, insatisfaits, se précipitaient sauvagement sur lui, ils furent soudain aveuglés et l'un d'eux, qui brandissait son glaive contre le Saint, eut le bras paralysé. Guéris par la prière de l'homme de Dieu, ils se repentirent, reçurent le Saint Baptême et devinrent tous moines.

Après avoir ainsi montré pendant de longues années la faveur que Dieu lui accordait par de nombreux Miracles, par des Prophéties et surtout par son enseignement lumineux, Saint Simon s'endormit dans la paix du Christ, en présence de ses disciples qu'il avait réunis pour leur recommander une dernière fois de garder les traditions reçues de lui avec crainte de Dieu, foi, charité mutuelle et obéissance totale à leur Higoumène et père spirituel. Par la suite, le tombeau du Saint laissa couler comme une source d'eaux vives un baume parfumé aux propriétés miraculeuses (d'où son nom: Myroblite); mais les destructions répétées du monastère ne nous ont laissé aucune trace de sa sépulture ni de ses Reliques. Toutefois le Saint ne cessa pas d'être invisiblement présent en montrant à maintes reprises sa protection aux obéissants, ses reproches et ses sévères corrections envers les impies et les négligents. Le jour de sa fête annuelle, certains purent voir quelquefois une lumière divine jaillir de la grotte ou recouvrir son icône comme un dais dans l'église.

Un siècle après sa dormition, la fille du despote de la principauté serbe de Macédoine (capitale: Serrés), Jean Uglesh, fut délivrée d'un esprit malin qui la possédait grâce à l'intercession de Saint Simon. En signe d'action de grâces, son père transforma le petit Monastère de Saint-Simon en une riche fondation dotée de nombreuses propriétés.
Saint IGNACE de Lomsk, ermite (Russie 1591).

Saint NICODEME, évêque de Belgorod, et saint ARCADE, diacre, martyrs par la main des Communistes (1918).

Saint ALEXANDRE, prêtre, martyr par la main des Communistes (1920).

Saint ARETHAS, prêtre, martyr par la main des Communistes (1938).

   
 

venerdì 26 dicembre 2014

27 dicembre il santorale


Saint premier-martyr et  archidiacre ETIENNE, martyr à Jérusalem par la main des Juifs (vers 34). (Office traduit en français par le père Denis Guillaume au tome XII des Ménées.)
Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e miracoli tra il popolo. Sorsero allora alcuni della sinagoga detta dei "liberti" comprendente anche i Cirenei, gli Alessandrini e altri della Cilicia e dell'Asia, a disputare con Stefano, ma non riuscivano a resistere alla sapienza ispirata con cui egli parlava. Perciò sobillarono alcuni che dissero: "Lo abbiamo udito pronunziare espressioni blasfeme contro Mosè e contro Dio". E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo trascinarono davanti al sinedrio. Presentarono quindi dei falsi testimoni, che dissero: "Costui non cessa di proferire parole contro questo luogo sacro e contro la legge. Lo abbiamo udito dichiarare che Gesù il Nazareno distruggerà questo luogo e sovvertirà i costumi tramandatici da Mosè".
E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come quello di un angelo.
Gli disse allora il sommo sacerdote: "Queste cose stanno proprio così?". Ed egli rispose: "Fratelli e padri, ascoltate: I nostri padri avevano nel deserto la tenda della testimonianza, come aveva ordinato colui che disse a Mosè di costruirla secondo il modello che aveva visto (Es 25, 40). E dopo averla ricevuta, i nostri padri con Giosuè se la portarono con sé nella conquista dei popoli (Gs 3, 14-17) che Dio scacciò davanti a loro, fino ai tempi di Davide. Questi trovò grazia innanzi a Dio e domandò di poter trovare una dimora per il Dio di Giacobbe; (1 Re 8, 17); Salomone poi gli edificò una casa (2 Sam 7, 13). Ma l'Altissimo non abita in costruzioni fatte da mano d'uomo, come dice il Profeta:

Il cielo è il mio trono
e la terra sgabello per i miei piedi.
Quale casa potrete edificarmi, dice il Signore,
o quale sarà il luogo del mio riposo?
Non forse la mia mano ha creato tutte queste cose?
(Is 66, 1-2)

O gente testarda e pagana nel cuore e nelle orecchie, voi sempre opponete resistenza allo Spirito Santo (Es 32, 9); come i vostri padri, così anche voi. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete divenuti traditori e uccisori; voi che avete ricevuto la legge per mano degli angeli e non l'avete osservata".
All'udire queste cose, fremevano in cuor loro e digrignavano i denti contro di lui. Ma Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra e disse:
"Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio". Proruppero allora in grida altissime turandosi gli orecchi; poi si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero il loro mantello ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: "Signore Gesù, accogli il mio spirito". Poi Piegò le ginocchia e gridò forte: "Signore, non imputar loro questo peccato". Detto questo morì. (Atti degli Apostoli 6, 8 - 7, 2a. 44-59)

 http://www.santiebeati.it/immagini/?mode=album&album=22050&dispsize=Original

Saint MAURICE et ses SEPTANTE compagnons, martyrs à Agaune (aujourd'hui Saint-Maurice en Valais) sous Dioclétien (vers 288 ou 302). (Mémoire principale le 22 septembre.)

Sainte FABIOLA, veuve, fondatrice d'hospices à Rome (399).


Saint LUC de Triglia en Bithynie.

Saint ALAIN (ALIN, ALAN), ermite à Corlay, puis évêque de Quimper en Bretagne (VIème siècle).

Saint THEODORE Ier, patriarche de Constantinople (677-679, 686-687), mort en paix (687).

Sainte ODE, moniale à Mons en Hainaut belge (713).



Saint THEODORE le Marqué (Graptos), confesseur des saintes Icônes, frère de saint Théophane l'Hymnographe (840). (Office traduit en français par le père Denis Guillaume au tome XII des Ménées.)

http://www.johnsanidopoulos.com/2013/12/saint-theodore-graptos-who-was-branded.html

Saint TIKHON, archevêque de Voronège, et CENT SOIXANTE prêtres avec lui, martyrs par la main des Communistes (Russie 1919).

giovedì 25 dicembre 2014

26 dicembre il santorale


SYNAXE de notre Souveraine la TOUTE SAINTE MERE DE DIEU. (Office traduit en français par le père Denis Guillaume au tome XII des Ménées.) 


 







http://www.johnsanidopoulos.com/2010/12/synaxis-of-most-holy-theotokos.html

















La fuite en Egypte de la Mère de Dieu.

L'icône de la Mère de Dieu "MISERICORDIEUSE" ("MILOSTIVAÏA" en slavon, "ELEOUSSA" en grec). (Autre mémoire le 12 novembre.)

Saint ZENON, diacre de saint Regnobert, évêque de Bayeux en Normandie (VIIème siècle).

Saint EUTHYME, métropolite de Sardes, confesseur des saintes Icônes (831).


Saint CONSTANTIN le Juif converti, ascète et thaumaturge.

Saint EVARISTE, moine à Constantinople, mort en paix (897).

Icône de la Mère de Dieu "BARLOVSKAÏA" ou du "BIENHEUREUX SEIN" ("BLAJENNOÏE TCHREVO") (1392).

Saint NICODEME le Sanctifié, ascète à Tismana en Olténie, père de l'hésychasme roumain (1406). (Office traduit en français par le père Denis Guillaume avec l'aide de la soeur Elisabeta au tome XII du Supplément aux Ménées.)

Saint CONSTANTIN le Russe, prêtre, martyr par la main des Musulmans à Constantinople (1742 ou 1743).

Saints ALEXANDRE et DEMETRE, prêtres, martyrs par la main des Communistes (1918).

Icône de la Mère de Dieu " LE BIENHEUREUX SEIN QUI T'A PORTE ET LES BIENHEUREUSES MAMELLES QUI T'ONT ALLAITE" ("BLAJENNO TCHREVO, NOSSIVCHEÏE TIA I SOSTSA, IAJE IESSI SAL").

Icône de la Mère de Dieu "DES TROIS JOIES" ("TRIEKH RADOSTIEI").

Icône de la Mère de Dieu "D'OSTROBRAME" ("OSTROVOROTNAÏA") de Vilnious en Lituanie.

Saintes AUGUSTA, MARIE et AGRIPPINE, martyres par la main des Communistes (1938).

Fête mobile: le dimanche après Noël (soit entre le 26 et le 31 décembre), mémoire du saint et juste JOSEPH, l'Epoux de la Vierge, du saint roi DAVID et de saint JACQUES, le frère du Seigneur. (Office traduit en français par le père Denis Guillaume au tome XII des Ménées. Acathiste à saint Joseph traduit par le même au tome XII du Supplément aux Ménées à la date du 28 décembre.)
La festa della Nascita in carne del Signore nell'iconografia dell'occidente ancora in comunione 
Les Anges ont annoncé aux bergers...
http://stmaterne.blogspot.it/2008/12/les-anges-ont-annonc-aux-bergers.html

25 dicembre la Santa Nascita del Signore e Teantropo Gesù Cristo




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mercoledì 24 dicembre 2014