giovedì 12 ottobre 2017

12 ottobre santi italici ed italo greci

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Sinassario dei Santi italici ed italo greci per  12    Ottobre

 Saints EVAGRE et PRISCIEN, martyrs à Rome.

Santo Mona vescovo di Milano

San Mona, quindicesimo vescovo del capoluogo lombardo, ed il suo episcopato si collocherebbe tra quelli di San Calimero e San Mirocle. Quest’ultimo risulta che partecipò  ai sinodi di Roma nel 313 e di Arles nel 314..
Quanto al giorno della morte, gli antichi cataloghi dei vescovi milanesi indicano il 25 marzo, anniversario ancora oggi riportato dal Martyrologium Romanum, mentre il calendario liturgico ambrosiano per evitare la concomitanza con il tempo quaresimale ha traslato la festa del santo al 12 ottobre, anniversario della ricognizione delle reliquie, avvenuta a quanto pare nell’XI secolo ad opera dell’arcivescovo Arnolfo.
San Mona fu inizialmente sepolto nella Basilica Fausta, poi conosciuta come chiesa di San Vitale, ma San Carlo il 6 febbraio 1576 ne trasferì le reliquie in duomo.


Santo Edisto martire a Ravenna ma più probabilmente a Roma  (verso il 303)

È commemorato nel Martirologio Romano il 12 ott. sotto l'indicazione topografica : « Ravennae Via Lauretina ». L'elogio proviene da Floro, il quale lo trascrisse da alcuni codd. del Geronimiano, che, però, trasmettono la seconda redazione di questo Martirologio; in quelli invece più antichi e testimoni della prima redazione si legge Romae. In realtà, né a Ravenna era conosciuto un martire di nome E., né la via Lauretina, evidente corruzione di Laurentina, aveva a che fare con Ravenna; essa infatti conduce a Laurento, antica città del Lazio inferiore, sita tra Ostia e Lavinio (oggi Paterno-Torre di Paterno).. Secondo la passio di venerata tradizione  egli era stato battezzato dall'apostolo Pietro ed era scudiero di Nerone. Mentre con l'imperatore si trovava a Laurento, conobbe il presbitero Prisco, la moglie di questi, Termanzia, 'la figlia Criste (Cristina) e la serva Vittoria. Con essi Edisto partecipava alla liturgia che veniva celebrata di notte in un arenario, ma, scoperto per il tradimento di un suo servo, fu, insieme con gli amici, sepolto vivo nello stesso arenario, mentre la sola Vittoria, che era riuscita a fuggire, fu trucidata in un bosco vicino.
Il sepolcro di Edisto era al XVI miglio della via Ardeatina nei pressi di Laurento; ivi esisteva una chiesa in onore del martire, fatta restaurare dal papa Adriano I (772-95), ed una domusculta appartenente al patrimonio di S. Pietro, chiamata appunto domusculta S. Edisti (Lib. Pont., I, p. 505). Il culto di Edisto si diffuse anche a Roma e dalle lettere di s. Gregorio Magno è documentata la esistenza di un monastero intitolato al santo, nei pressi della basilica di S. Paolo (Reg. Ep., XIV, 14, in MGH. Epistolae, ed. I. Hartmann, II, 1, Berlino 1893, p. 434). A questo monastero era annessa una chiesa, dove probabilmente si veneravano delle reliquie del santo, e che, secondo l'itinerario di Salisburgo (Notitia ecclesiarum), era dedicata ai ss. Aristo, Cristina e Vittoria. La corruzione del nome Edisto in Aristo, donde sarebbe derivato Oreste, è ammessa dagli studiosi e sotto quest'ultimo nome Edisto è venerato nella cittadina omonima ai piedi del Soratte.

 Sainte ANASTASIE, native de Rome, martyre sous Dèce ou Valérien (entre 250 et 259). 


 


San Giuliano vescovo di Lodi Antica (verso il 324) 

L'unica testimonianza di questo vescovo lodigiano è una epigrafe, oggi scomparsa, riportata da uno storico del  XII secolo Anselmo da Vairano. Gli storici non sono unanimi nella collocazione temporale di san Giuliano: Manzini e Gams lo pongono prima di san Bassiano; per Lanzoni invece lo stile del testo epigrafico induce a porlo non prima del V o VI secolo  

Santo  OPILIO  (OPILUS),  diacono e taumaturgo in Piacenza (V secolo )

Sant’Opilio o Opilione è un diacono di Piacenza. Comunemente è ricordato insieme al fratello San Gelasio e al vescovo piacentino San Mauro.
I tre santi vengono quasi sempre ricordati in un unico capitolo dai pochi biografi, e sono definiti sempre con le stesse caratteristiche.
Sant’Opilio fu un grande esempio per la sua pietà, il suo spirito di austera penitenza e la sua viva carità verso il prossimo.
La tradizione vuole che spartisse con i poveri il cibo che la madre gli inviava attraverso San Gelasio, suo fratello.
Alcuni racconti c’informano che in quanto accolito partecipò alla traslazione del corpo di Sant’Antonino, voluta da San Savino.
Si può pensare che la data di morte di Sant’Opilio possa collocarsi nella prima metà del V Secolo.
Le sue ossa riposano nella basilica di Sant’Antonino e alcune reliquie furono portate dal vescovo Giovanni Battista Scalabrini, nella cappella del seminario urbano.


 Saint SALVIN, évêque de Vérone en Vénétie (vers 562).





mercoledì 11 ottobre 2017

12 ottobre Santi Martiri dal XVII al XXI secolo




New Martyr John, Archbishop of Riga and Latvia

Saint ALEXANDRE, prêtre, martyr par la main des Communistes (Russie 1940).

Saint NICOLAS, métropolite d'Alma-Ata (aujourd'hui Almaty), confesseur (Kazakhstan 1955).





Sinassario dei santi italici ed italo greci per 11 Ottobre

Cruce11

Sinassario dei santi italici ed italo greci per 11 Ottobre

Saint VINARD (GUENARD), natif de Rome, ermite à Celles près de Langres en Champagne (IVème siècle).

Santo Anastasio apocrisario della Chiesa di Roma

Vicino alla fortezza di Tzager sui monti del Caucaso, anniversario della morte di sant’Anastasio, sacerdote, apocrisario della Chiesa di Roma, che, compagno di san Massimo il Confessore nella testimonianza della fede  della Chiesa Una ed Indivisa  e nell’esilio, rese l’anima a Dio, mentre nella santa Sinassi recitava le parole «Le cose sante ai santi».

Santa Placidia vergine a Verona (verso il 460 ) 

Nulla si sa di certo della vita di questa santa. Potrebbe essere la figlia dell'Imperatore Valentiniano III e la nipote della famosa Galla Placidia. Allevata dalla cristianità dalla nonna andò in Terra Santa tornandone qualche anno dopo. Si dice di lei che abbia operato guarigioni miracolose poco prima di morire. É sepolta nella chiesa di Santo Stefano a Verona

Santo Eupilio vescovo di Como nato ad Utrecht(verso il 537)

Sono circa venti i presuli, antichi "santi", che ebbero sepoltura presso la basilica del patrono Santo Abbondio
Oggi si vedono e venerano le reliquie di cinque, poste sotto gli altari. Altre sono state traslate altrove; altre ancora, non identificate, sono sepolte nei sotterranei". (Tratto dall'articolo di Mario Mascetti su "Il Settimanale della diocesi di Como" del 28 agosto 2010).
Sotto  gli  altari  laterali,  le  reliquie  dei  Santi  EUPILIO  (9°  vescovo)  all'altare  di  sinistra  del  SS. Sacramento

Santo Eufredo monaco o martire ad Asti venerato ad Alba(VII secolo )
Si tratta di un’abbreviazione del nome di Teofredo, abate benedettino di Caméry, ucciso probabilmente dai Saraceni nel 732. Il culto in Piemonte è stato così ricostruito dal Savio: il monastero di Caméry possedeva verso il Mille vasti possedimenti in diocesi di Alba presso Cherasco e Cervere. In queste località alcune chiese furono dedicate al santo abate. Ma nel 1457 queste terre furono sottratte all’abbazia francese per essere unificate a quella di S. Pietro di Savigliano.. Altra tradizione declara l’esistenza  di un santo (Ifredo o Tifredo) martire piemontese al tempo delle invasioni saracene.Il culto in diocesi di Alba può essere spiegato con la presenza di reliquie; la festa ricorre l’11 ottobre.

Santo Gramazio di Salerno (VIII secolo )

S. Grammazio o Gramazio è il secondo vescovo di Salerno. Nella cronotassi della diocesi figura dopo il protovescovo San Bonosio.
La sua attestazione c’è nel portale ufficiale della Diocesi, anche se in alcuni testi viene chiamato Gramazio (Bibliotheca Sanctorum). Di sicuro sappiamo che nel 1026 esisteva in città una chiesa a lui dedicata, che essendo parrocchia, viene ricordata nel sinodo celebrato dall’arcivescovo Marco Antonio Marsilio Colonna nel 1579. Tale chiesa fu soppressa come parrocchia nel 1846.
Inoltre sulla presenza di questo santo presule, il 29 marzo 1670, l’arcivescovo Gregorio Carafa, che aveva decretato la demolizione di quella chiesa, aveva ritrovato una lapide in cui era incisa la data della sua morte il 25 gennaio 490, all’età di 41 anni.
Un’ulteriore attestazione della sua esistenza si è avuta in occasione della traslazione delle reliquie, nel febbraio 1957,  quando nella copertura del loculo contenete i resti dei primi vescovi di Salerno è stata rinvenuta una lapide posta nel 1081 dall’arcivescovo Alfano I. In quella lapide era ricordato il nome di San Gramazio, scalpellato, perché con grande probabilità le sue reliquie erano state sistemate altrove.
La sua festa era fissata all’11 ottobre.


 Saint PALDON, premier higoumène de Saint-Vincent sur le Volturno (vers 720).




martedì 10 ottobre 2017

11 Ottobre santi martiri dal XVI secolo al XXI secolo


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Saint PHILARETE, prêtre, martyr par la main des Communistes (Russie 1918).
Saint JUVENAL (Maslovsky), archevêque de Riazan, martyr au camp de concentration de Solovki par la main des Communistes (Russie 1937).

10 ottobre santi italici ed italo greci


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Sinassario dei Santi italici ed italo greci per il 10  Ottobre

 Saint CERBON (CERBONIUS), évêque de Vérone en Vénétie (vers 400?).

San Cerbonio (Cerbone) di Populonia in Toscana 

Martirologio Romano: A Populonia in Toscana, san Cerbonio, vescovo, che, come riferisce il papa san Gregorio Magno, durante l’invasione longobarda della regione, si ritirò sull’isola d’Elba, offrendo numerosi esempi della sua virtù. San Cerbone, originario dell’Africa, fu vescovo di Populonia proprio al tempo delle invasioni barbariche, nel VI secolo. Di lui parla il pontefice San Gregorio Magno nei suoi Dialoghi, definendolo “uomo di vita venerabile, che dette grandi prove di santità”. La più celebre di queste prove la dette quando Totila ricercava alcuni soldati romani e cristiani. Il santo vescovo di Populonia li nascose e per questo incorse nell'ira del re barbaro, che decretò la sua morte per mezzo delle bestie . Mandò Cerbone nel cosiddetto Campo del Merlo, dove un ferocissimo orso avrebbe dovuto sbranarlo, alla presenza dello stesso sovrano. Lo spettacolo sembrava promettere grandi emozioni, ma Totila non aveva previsto un fatto che lo sbalordì: quando l’orso giunse dinanzi al vescovo rimase per un istante quasi pietrificato nell’atto dell’aggressione, con le zampe anteriori alzate e le fauci spalancate. Poi, lentamente, ricadde sugli artigli, chiuse la bocca e prese a leccare con inaspettata mansuetudine i piedi del santo. Totila rilasciò Cerbone, ma dopo i Goti di Totila giunsero i Longobardi, a scacciare il vescovo di Populonia, che riparò dunque nell’isola di Elba.Ormai vecchio e prossimo a morire, il vescovo aveva chiesto di essere sepolto a Populonia, ancora in mano ai Longobardi, raccomandando ai suoi seguaci di riprendere subito il mare dopo aver provveduto alla sua sepoltura. Morto il santo (10 ottobre 575), i seguaci attraversarono il Canale di Piombino senza essere miracolosamente visti dai nemici a causa delle nubi e nebbie. A Poggio nell’isola d’Elba ancora è viva la tradizione orale che narra di un’imponente libecciata che al transito dell’imbarcazione che trasportava la sua bara si placava creando una via di mare piatto dalla Marina di Poggio verso Baratti. Poterono così seppellire il corpo di San Cerbone. Il corpo di San Cerbone, tuttavia, venne trasferito in seguito nella cattedrale di Massa Marittima, quando questa fu scelta come nuova sede della diocesi. È festeggiato il 10 ottobre.


Santo Paolino di nazionalità inglese vescovo di Capua( verso 843 o 851)

Paolino, originario  dell’Inghilterra, secondo la tradizione era in pellegrinaggio per Gerusalemme quando si fermò a Capua Per una qualche ragione, gli abitanti della città lo spinsero a diventare il loro vescovo. Il suo mandato fu profondamente turbato dalle scorribande dei predoni saraceeni. Il vescovo morì a  Sicopoli, dove si era rifugiato insieme a parte dei capuani, in seguito alla devastazione della città.


lunedì 9 ottobre 2017

10 Ottobre santi martiri dal XVII al XXI secolo


 


Saint DENYS, métropolite de Larissa en Thessalie, martyr par la main des Musulmans (1611).
 http://www.johnsanidopoulos.com/2015/10/saint-dionysios-philosopher-1611.html
 

 The Hieromartyr Macarius of Kanev lived in the seventeenth century. 

 https://oca.org/saints/lives/2013/09/07/102535-martyr-macarius-the-archimandrite-of-kanev-and-pereyaslavl

9 ottobre santi italici ed italo greci


 https://patratosu.files.wordpress.com/2007/06/sursa-flickr-photostream-gianina-piciorus.jpg


Saints MARCEL, MARCELLIN, GEMIN (GENUIN), NUVE (NIVE), PRIMINE (PRIMINA), martyrs à Rome. 


Saint BARACTAL, martyr à Spolète en Ombrie (IVème siècle).


 
Santo Donnino martire sotto Massimiano a Julia Chrysopolis oggi Borgo San Donnino nel territorio  odierno di  Fidenza   nel 304

Nel Martirologio Geronimiano, si legge, al 9 ottobre senza altra precisazione, Natalis S. Domnini martyris ed in cui si attesta l'esistenza di un Donnino martire.. Niente di certo sappiamo sulla sua patria d'origine e sull'epoca del suo martirio che viene posto alla fine del III o all'inizio del IV sec.
Il suo culto è legato ab immemorabili al territorio di Fidenza (Parma), che da lui ricevette il nome di Borgo S. Donnino, rimasto fino al 1927, e che ne custodisce, senza che altra località gliele contesti, le reliquie, ragione per cui acquista probabilità, se non vera certezza, la circostanza che egli abbia subito il martirio in quei paraggi. Il popolo ricorre a lui per essere guarito dall'idrofobia: questa devozione deve essere antica, poichè è attestata dal racconto di una redazione della passio, secondo il quale il santo guarì un idrofobo, dandogli da bere acqua e vino, dopo averla benedetta e aver invocato il Signore



 
Saint DOMNIN, confesseur à Tifernum Tiberinum, aujourd'hui Citta-di-Castello, dans le Latium (début du VIIème siècle).

 
San Gemino monaco a San Paterniano nel territorio di Fano(verso 915)

La tradizione afferma che Gemino nacque in Siria nella seconda metà del secolo VIII, dal padre pagano Milisieno e da Belliade; si convertì al Cristianesimo e dopo aver esercitato, come il padre, il mestiere delle armi, decise di dedicarsi in Siria, alla vita eremitica, rinunciando ad una sicura carriera nella pubblica amministrazione.
Come i pellegrini eremitici di allora, prese a girare per vari luoghi, finché si trasferì definitivamente in Italia. Sbarcato sulle coste marchigiane, dimorò per un certo periodo nella zona di Fano (nel monastero di San Paterniano); poi si addentrò all’interno, giungendo verso Spoleto, ed infine arrivò nell’umbra ‘Casventum’, in provincia di Terni, qui condusse vita eremitica e penitente, suscitando la grande ammirazione del popolo che a lui accorreva per i suoi consigli. Negli ultimi anni della sua vita Gemino, entrò in un monastero benedettino, morì a Ferento, cittadina etrusca in provincia di Viterbo, il 9 ottobre 915, quindi centenario.
E’ venerato oltre che a San Gemini, anche a Narni e Viterbo, dove sono conservate alcune sue reliquie.




 Saint DEUSDEDIT, abbé du Mont-Cassin dans les Abruzzes, martyr mort de faim dans la prison où l'avait jeté le tyran Sicard (834). 


Saint ETIENNE l'Aveugle, prince de Serbie; aveuglé par les Turcs le jour de Pâques 1441, il confessa la foi orthodoxe face à l'Islam pendant son règne en Serbie, puis face au papisme pendant son exil à Trieste (1476)