mercoledì 26 agosto 2015

27 agosto santi feste e memorie



L'EUNUQUE éthiopien baptisé par le saint Apôtre Philippe (Ac VIII:26).Saint NARNUS, premier évêque de Bergame en Lombardie (vers 75).

Saint RUFUS, évêque de Capoue en Campanie, martyr (fin du Ier siècle).



Sainte EUTHALIE, vierge, martyre assassinée en haine de la foi par son propre frère à Lentini en Sicile (vers 256). 
La madre, Eutropia, era una nobile matrona, vedova, che viveva con i suoi due figli Serviliano ed Eutalia a Lentini. Testimone delle guarigioni miracolose di Tecla e Giustina, per intercessione dei  Santi Alfio, Cirino e Filadelfo, un giorno si recò al loro sepolcro, per implorare la guarigione. Eutropia infatti, era afflitta da perdite di sangue, come l'emorroissa del Vangelo. Inginocchiata in lacrime presso la tomba di questi martiri, elevò a Dio la richiesta di guarigione. Qui si addormentò e in sogno ebbe una celeste visione: vide i santi Alfio, Filadelfo e Cirino, in tutta la loro gloria, che le annunciavano la completa guarigione dalla malattia se avesse ricevuto il Battesimo. Destata dal sonno, raccontò il sogno alla figlia ed entrambe chiesero il Battesimo. La madre fu miracolosamente guarita ed Eutalia, prima fidanzata, decise di consacrarsi al Signore.
Alla morte di Tertullo, accanito persecutore dei cristiani, il figlio di Eutropia, Serviliano, sacerdote pagano del tempio di Cerere, cercò di strangolare la madre a causa della sua fede in Gesù Cristo. Eutalia, rimproverò il fratello per le sue intenzioni criminali ma questi stracciò le vesti della sorella, la percosse e la consegnò ad uno schiavo perché abusasse di lei. Mentre la ragazza si affidava alla protezione dei Santi Fratelli il servo le si avvicinò e cadde a terra accecato. Allora Serviliano  l'8 Settembre del 257 la uccise trapassandole la gola con un pugnale. Il corpo fu sepolto nella Cripta del Duomo di Lentini (arcidiocesi di Siracusa) insieme a quelli dei Santi Fratelli e dalle Sante Tecla e Giustina Commemorata il 27 agosto nella Chiesa Ortodossa e in quella Cattolica. Non viene più menzionata nel nuovo Martirologio Romano.
http://ordovirginumsicily.blogspot.it/2012/01/le-sante-vergini-consacrate-del-mese-di_1486.html


Sainte martyre ANTHOUSE la Jeune qui, après avoir été revêtue d'une tunique de crin, fut jetée dans un puits, les pieds attachés à une lourde pierre. 








 

Saint PHANOURIOS, grand-martyr à Rhodes. On l'invoque pour retrouver les objets perdus. (Office traduit en français par le père Denis Guillaume au tome VII du Supplément aux Ménées.) 
 





Troparion — Tone 4

A heavenly song of praise is chanted radiantly upon the earth / The company of angels now joyfully celebrates an earthly festival, / And from on high with hymns they praise your contests, / And from below, the church proclaims the heavenly glory / which you have found by your labors and struggles, / O glorious Phanourius.

dal web gruppo facebook  Cristianesimo ortodosso la Retta fede
Le origini di San Fanurio erano incerte fino a quando si viene a sapere che gli Hagarenes dell’ isola di Rodi usavano qui raccogliere le pietre per le loro costruzioni.
E' così accade che, durante gli scavi e rafforzando quel posto, hanno scoperto una bella chiesa , che era stata in parte sepolta dalle rovine del tempo. Scavando fino al pavimento del tempio, hanno trovato molte icone sacre, tutte molto rovinate e fatiscenti, 
ma l'icona del santo Phanourios era tutta intera, anzi, sembrava come se fosse stata dipinta quello stesso giorno.
E quando tutto questo venerabile tempio è stato scoperto, insieme con le sue icone sacre, il “vescovo” di quel luogo, Nilo per nome ( 1355 - 1369 ) un uomo di grande santità e di apprendimento, è venuto a leggere l’iscrizione dell’icona, che diceva: "Il Santo Phanourios . "(Nome fino ad allora, assente nel sinassario ortodosso). Il santo è raffigurato sulla icona come segue: E 'stato mostrato come un uomo giovane, vestito come un soldato, portando una croce nella mano destra, e nella parte superiore della croce c'era una candela accesa.
Intorno al perimetro del icona erano raffigurate dodici scene di martirio del santo,egli infatti ha subito prima di morire 12 torture:
1- Il Santo in corso di interrogatorio davanti ad un magistrato.
2- In mezzo ai soldati, che lo stavano battendo sulla bocca e sulla testa con delle pietre.
3- Disteso per terra, mentre i soldati lo frustano.
4- Spogliato nudo mentre si appende la sua carne con ganci di ferro.
5- Rinchiuso in una prigione.
6- Di nuovo in piedi davanti al tribunale del tiranno.
7- Bruciato in varie parti del corpo con delle torcie accese.
8- Legato a un palo.
9- Gettato in mezzo a delle belve feroci.
10- Schiacciato da un masso.
11-In piedi davanti a idoli tenendo carboni ardenti in mano, mentre un demone vicino piangeva e si lamentava poiche’ lo tentava invano di desistere e rinunciare al suo credo.
12- Infine è mostrato in piedi eretto nel bel mezzo di una fornace ardente, le sue mani, per così dire, alzate verso il Cielo oltre la MORTE.
Da queste dodici scene rappresentate sulla icona, il prelato percepi’ che il santo era un martire.
Questa chiesa, così è stata restaurata al di fuori della città ed e’ stata a lui dedicata. Ed è diventata la testimone di molti miracoli, per tutti coloro che amano e venerano il giovane santo .
Il nome di San Phanourios 'dà un suggerimento su un'altra tradizione: "Phanourios" deriva dalla parola greca, φανερώνω "phanerono", che significa "Io rivelo". Quindi egli e’ anche conosciuto per aiutare le persone a trovare le cose perdute. Infatti e’ detto “IL SANTO DEL PERDUTO E RITROVATO”
Nel giorno del Santo, c'è una tradizione: i fedeli preparano un pane speciale, (chiamato il pane di San Fanurio, o Fanouropita ) e lo dividono con i poveri, in nome suo e di suo madre.

Kontakion — Tone 3

You saved the priests from an ungodly captivity, / And broke their bonds by divine power, O godly-minded one; / You bravely put to shame the audacity of the tyrants, / And made glad the orders of the angels, O great martyr. / Therefore, we honor you, O divine warrior, glorious Phanourius.
 
 
http://www.johnsanidopoulos.com/2015/08/saint-phanourios-resource-page.html
 
 
 

Saints RUFUS et CARPOPHORE, martyrs à Capoue en Campanie sous Dioclétien et Maximien.
Saints FELIX, ARONCE et SABINIEN, martyrs à Potenza sous Dioclétien et Maximien. 
Immagine:Hosius of Cordoba.jpg
Saint OSIUS (OSSIUS, OSSIOS), évêque de Cordoue en Andalousie, un des Pères du Ier concile oecuménique (325), confesseur de la foi orthodoxe face à l'arianisme (vers 358).
Santo Osios di Cordova
Osio di Cordova (Cordova, 256 - Sirmio, 357 - in latino: Osius Cordubensis, in spagnolo: Osio de Córdoba) fu un vescovo spagnolo, Padre della Chiesa (e consigliere dell'imperatore romano Costantino I il Grande. La Chiesa ortodossa lo venera come santo confessore, e ne celebra la festa il 27 agosto.
Nacque a Cordova da una ricca e importante famiglia romana e fu eletto vescovo della sua città natale nel 294. Durante le persecuzioni di Diocleziano e Massimiano, rifiutando di abiurare la propria fede cristiana fu condannato all'esilio. Partecipò al Concilio di Elvira in Hispania. Reso famoso dalla sua prudenza e dall'abilità politica, accompagnò l'imperatore Costantino il Grande a Milano nell'anno 313, e pare che contibuì attivamente alla stesura del famosissimo editto di tolleranza religiosa (emanato nel medesimo anno e luogo). Il rapporto con il sovrano fu molto profondo e si pensa che fu proprio Osio a catechizzarlo e indurlo al battesimo.La principale opera per la quale è ricordato è la lotta che condusse contro l'eresia di Ario che negava la divinità del Cristo e la sua consustanzialità col Padre, e che cominciava a diffondersi ad Alessandria d'Egitto. Osio vi fu inviato dall'imperatore per cercare di intervenire contro le pericolose predicazioni di Ario e Sant'Atanasio. Poiché le posizioni di entrambi - per quanto diverse - erano irriducibili, fu convocato su ordine di Costantino il Concilio di Nicea (325), al quale parteciparono 318 vescovi, e presieduto proprio da Osio, che firmò per primo, tra i delegati del vescovo di Roma (il titolo di papa non si usava ancora all'epoca). Pare addirittura che Osio stesso abbia redatto il Credo.
Nel 343 convocò il Concilio di Serdica, cui presero parte circa 300 vescovi greci e 76 latini, per fissare un'organizzazione ecclesiastica e ribadire la condanna all'arianesimo. Tornato in Hispania, Osio riunì un sinodo provinciale nel quale espose e fece entrare in vigore le decisioni prese a Serdica. 
Nell'anno 355 l'imperatore filoariano Costanzo II abbligò Osio ad uniformarsi a ciò che aveva sempre rimproverato ad Atanasio. Dopo le minacce imperiali, il vescovo di Cordova gli rispose con una lettera nella quale rifiutava di abiurare il cristianesimo cattolico, ed ortodosso come aveva fatto da giovane sotto Diocleziano. È il primo testo nel quale appare una contensa tra autorità ecclesiastica e autorità civile. Costanzo, irato, comandò a Osio, già centenario, di comparire davanti ad un sinodo di vescovi ariani, dove lo mise alla prova, lo fece flagellare e torturare. Fu poi esiliato per l'ultima volta a Sirmio, dove vecchio, umiliato e straziato morì a centouno anni, lontano dalla sua terra e dalla sua diocesi.
http://it.wikipedia.org/wiki/Osio_di_Cordova

Saint LIBERE, pape et patriarche de Rome (352-366), confesseur de la foi orthodoxe face à l'arianisme (366). 
Saint ARCADIUS, empereur romain d'Orient (395-408), fils de saint Théodose Ier le Grand (408). 







Saint POIMEN (PIMENE), ascète du désert d'Egypte (vers 450). (Office traduit en français par le père Denis Guillaume au tome VIII des Ménées. Acathiste traduit par le même au tome XV du Supplément aux Ménées.)
Poemen fu un celebre padre del deserto. Ritiratosi nel deserto egiziano di Scete con un fratello più giovane ed uno più anziano, nel 408 i tre furono obbligati dalle incursioni dei Berberi ad abbandonare il loro primo insediamento ed a cercare rifugio fra le rovine di un tempio presso Terenuthis. Anubis, il fratello maggiore, e Poemen si alternavano alla guida della minuscola comunità.
Durante il giorno lavoravano sino a mezzodì, leggevano sino alle tre del pomeriggio, dopodichè si dedicavano alla raccolta di legna, cibo ed ogni altra eventuale necessità. Delle dodici ore notturne solo quattro erano destinate al riposo, mentre le rimanenti erano divise tra il lavoro ed il canto dell´Ufficio.
Spesso e volentieri Poemen trascorreva giorni o perfino settimane intere senza mangiare nulla. Ai suoi compagni raccomandava però di digiunare con moderazione e di nutrirsi a sufficienza quotidianamente. I monaci non potevano bere vino, né compiere alcun atto che avesse potuto gratificare in qualsiasi modo i sensi. Poemen temeva fortemente le possibili interruzioni alla sua vita solitaria ed una volta rifiutò persino di vedere sua madre, affermando di rinunciare al piacere dell´incontro sulla terra per provare più gioia quando si sarebbero poi rivisti nell´aldilà. Il santo viene ricordato principalmente per la sua pietà e per i detti proverbiali che contraddistinsero il suo insegnamento, come per esempio: "Il silenzio non è una virtù quando la carità necessita la parola". Incoraggiava gli altri monaci a ricevere frequentemente la comunione eucaristica.
Quando Anubis morì, Poemen perdette il controllo della comunità e dovette fare ritorno a Scete. Qui però nuove incursioni lo obbligarono a fuggire. La liturgia bizantina definisce San Poemen "la lampada dell´universo e modello per i monaci", mentre il Martyrologium Romanum lo commemora in data odierna 27 agosto

HYMNE DE LOUANGE - SAINT PIMEN [POEMEN] LE GRAND DE PALESTINEVénérable Pimen, puit de sagesse,
Et grande torche de la lumière du Christ,
Dès le moment où il laisse ce monde de vanité derrière lui
Plus personne il ne réprimande, plus de reproches.
Une fois, devant Pimen, des frères en querelle
Mais Pimen de demeurer silencieux. L'un le réprimanda :
Comment peux-tu écouter la querelle et,
pour toi, tout est équivalent?
Pimen répondit : Je suis mort depuis longtemps.
Comment pourrais-je être sauvé, lui demanda quelqu'un
Afin que mon esprit ne soupire plus après les désirs sataniques?
Sur l'eau qui bout, la mouche ne se pose pas, répondit-il,
Ainsi une âme enflammée, les démons la fuient.
Quelqu'un d'autre demanda : Quoi de plus certain;
Le discours de tes frères ou le silence?
Par l'un et par l'autre, dit-il, Dieu est glorifié,
Pour l'amour de la gloire de Dieu, choisis-en un pour toi-même.
Comment peut-on se défendre du démon?
Le mal, répondit-il, ne se chasse pas par le mal
Alors quelqu'un dans le mal, qu'il s'efforce de faire quelque bien,
Cela enflammera même son coeur.
On ne bâtit pas sa maison en brisant celle d'autrui.
Sinon c'est un tiers qui en bénéficie, et c'est le démon.
Deux laides passions empoisonnent nos âmes,
Et nous n'avons pas de liberté tant qu'elles nous font suffoquer :
Plaisirs de la chair et vanité du monde,
D'elles, seule la sainte âme est libre.


Tropaire de saint Pimen le Grand ton 8Par le flot de tes larmes tu rendis le désert fertile,
Et tes soupirs vers Dieu portèrent fruit en abondance.
Par la lumière de tes miracles tu illumina tout l'univers.
O notre saint père Pimen, prie le Christ notre Dieu de sauver nos âmes!


Kondakion de saint Pimen le Grand ton 4
O Pimen, exalté en paroles et actes,
Aujourd'hui nous commémorons tes saintes et célèbres luttes
Qui renforcent le coeur des gens pieux.






Troparion — Tone 8

By a flood of tears you made the desert fertile, / and your longing for God brought forth fruits in abundance. / By the radiance of miracles you illumined the whole universe! / Our Father Pimen, pray to Christ God to save our souls!

Kontakion — Tone 4

The memorial of your illustrious struggles / delights the souls of the devout today, / Pimen, our venerable father, wise in God.
 
 
Saint LYCERE, évêque de Lérida.

Saint DECUMAN, ermite et martyr dans le Somerset (VIème siècle).

Saint LIZIER (GLYKERE), évêque du Couserans en Ariège (vers 540).




Saint CESAIRE, natif de la région de Chalon-sur-Saône, moine de Lérins, puis archevêque d'Arles en Provence (542). (Office composé en français par le père Denis Guillaume et publié au tome XV du Supplément aux Ménées.) 

Tropaire ton 1
Tu fus moine à Lérins à l'âge de vingt ans,*
Puis tu quittas l'île pour te fixer en Arles*
Dont tu devins tôt le hiérarque bien aimé.*
Quarante ans durant, tu administras l'Eglise,*
Et tu défendis la chrétienté dans les Gaules.*
Saint Césaire prie le Seigneur de nous sauver!
Saint SYAGRIUS (SYAGRE), évêque d'Autun en Bourgogne (599 ou 600).

Saint PIMENE le Brouteur, ascète du désert de Palestine (vers 602).

Saint EBBON, évêque de Sens en Bourgogne (740).

Saint JEAN, évêque de Pavie en Lombardie (813).

Saint THEOCLITE, ascète au Mont Olympe de Bithynie.

Saint KOUKSHA (KUKCHE), moine de la Laure des Grottes de Kiev, missionnaire auprès des Vyatits de la région du fleuve Oka, martyr par la main des païens (Russie, après 1114).

Saint PIMENE le Jeûneur, moine de la Laure des Grottes de Kiev, prophète (après 1114).

Translation des reliques de saints Théognoste, Cyprien et Photius, métropolites de Moscou (1479).

Saints MICHEL VOSKRESSENSKI, prêtre, martyr à Nijni-Novgorod par la main des Communistes avec VINGT-HUIT autres (Russie 1918).

Saint ETIENNE NEMKOV, prêtre, martyr à Nijni-Novgorod par la main des Communistes avec DIX-HUIT autres (Russie 1918).

Saint CHRYSOSTOME (Kalafatis), métropolite de Smyrne, martyr par la main des Turcs kémalistes (1922).

Saints JEAN, prêtre, et METHODE, moine, martyrs par la main des Communistes (Russie 1937).

Saint DEMETRE, prêtre, confesseur sous le régime soviétique (1952).

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