sabato 29 agosto 2015

30 agosto feste santi e memorie


MYSTAGOGY
Saints BONIFACE et THECLE son épouse, martyrs à Hadrumète en Afrique lors de la persécution de Dèce (250). 




 



 

 http://www.johnsanidopoulos.com/2013/08/the-noble-suicide-of-saint-philonides.html


SIX martyrs de Mélitène.

SEIZE martyrs de Thèbes.

Sainte BRYENE, martyre à Nisibe.

Saints FELIX, FORTUNAT, SEPTIMINOS et JANVIER.

Saint PHYLAX. 

Sainte GAUDENCE (GAUDENTIE, GAUDENTIA), vierge et martyre à Rome (vers 303).


https://doxologia.ro/sites/default/files/styles/lista-rugaciuni/public/imagine/2013/08/sf_ioan_patr_const_1.jpg?itok=HPLusRtC

 Giovanni IV il Digiunatore Patriarca di Costantinopoli 





Troparion — Tone 4

O God of our Fathers, / always act with kindness towards us; / take not Your mercy from us, / but guide our lives in peace / through the prayers of the Patriarchs Alexander, John, and Paul.

Kontakion — Tone 8

Set aflame by the love of Christ, O glorious ones, / you took up the yoke of His precious Cross revealing yourselves as followers in His footsteps by your way of life, / and you became partakers of His divine glory, / divinely-wise Alexander, with wonderful John and glorious Paul. / As you stand before His throne, earnestly pray for our souls
 
Saint ALEXANDRE, patriarche de Constantinople (314-337), un des Pères du Ier Concile oecuménique (337). (Office traduit en français par le père Denis Guillaume au tome VIII des Ménées.)


St. Alexander was a bishop during the time of Patriarch Metrophanes.  He attended the Ecumenical Council at Nicea representing the patriarch in 325.  Patriarch Metrophanes chose St. Alexander to follow him as patriarch of Constantinople upon his death.  Once during a dispute with a pagan, St. Alexander exclaimed, "In the Name of our Lord Jesus Christ I command you to be quiet!" and the man became mute.  Only after making motions indicating that he believed in the True Faith was his voice restored.  The heretic Arius was punished through the prayers if St. Alexander.  Arius deceived St. Constantine into setting a date for him to be received into the Church.  St. Alexander, knowning that Arius was a deceiver and a heretic, prayed that this would not happen.  On the day Arius was to be received, his bowels burst and he died. St. Alexander died in the year 340 at the age of 98.   





Troparion (Tone 3)Initiates of Heaven and teachers of divine truth, you faithfully tended the Church of Christ, Holy Alexander champion of the Trinity, John the son of grace and Paul the crown of bishops.  Together we all praise you.





Troparion — Tone 4

O God of our Fathers, / always act with kindness towards us; / take not Your mercy from us, / but guide our lives in peace / through the prayers of the Patriarchs Alexander, John, and Paul.

Troparion — Tone 4

(Special Melody "Go quickly before")

Christ, the God Who is over all, / has proclaimed you as a venerable shepherd of His Church, O godly-minded Alexander, / a light upon a candlestand, a faithful steward, / a pillar of Orthodoxy, and a most pious example. / Therefore, we rejoice in your memory.

Kontakion — Tone 8

Set aflame by the love of Christ, O glorious ones, / you took up the yoke of His precious Cross revealing yourselves as followers in His footsteps by your way of life, / and you became partakers of His divine glory, / divinely-wise Alexander, with wonderful John and glorious Paul. / As you stand before His throne, earnestly pray for our souls.
 
Saint ETIENNE d'Oulnia, martyr sous Julien l'Apostat (362 ou 363).

Saint SARMATAS, ascète du désert d'Egypte.

Saint EULALIOS, évêque de Lapithos en Chypre, mort en paix.

SOIXANTE martyrs massacrés par les païens à Suffétula en Afrique (399).

Saint PAMMAQUE (PAMMACHIUS), sénateur romain, veuf, fondateur d'un hôpital à Rome, qui confessa la foi orthodoxe face à Jovinien et aux donatistes (410).

Saint AMAT, évêque d'Avignon dans le Comtat-Venaissain, martyr par la main des Vandales (411).

Saint GAUDENS, enfant berger, martyr avec ses compagnons dans le Comminges par la main des Wisigoths ariens (475).

Saint FRAIGNE (FERMERE, FRENIR, FREVIR), confesseur en Angoumois (VIème siècle).

Saint CHRISTOPHE, natif de Rome, moine du monastère Saint-Théodose en Palestine (VIème siècle).

Saint MODAN, évêque en Ulster (VIème ou VIIème siècle).

Saint EONE, archevêque d'Arles en Provence (502).

Sainte AMELTRUDE, vierge en Angleterre, vénérée à Jumièges en Normandie (VIIème ou VIIIème siècle).

Saint FIACRE le Jardinier, Irlandais de nation, ermite dans la forêt de Breuil en Brie (680).

Saint BOTHMAËL, moine en Bretagne, disciple de saint Maudez (VIIIème siècle).

Saint PAUL le Jeune, patriarche oecuménique de Constantinople (780-784), qui recommanda à sainte Irène et à Constantin VI la convocation du VIIème Concile oecuménique (784). (Office traduit en français par le père Denis Guillaume au tome VIII des Ménées.) 


 


San Fantino il Giovane Monaco
San Fantino il Giovane nacque in una località della Calabria "vicinissima alla Sicilia" nel 927 da Giorgio e Vriena, ricchi possidenti dotati di grandi virtù. Secondo la consuetudine del tempo il bambino fu offerto al Signore nella chiesa di San Fantino il Vecchio e all'età di otto anni fu affidato a Sant'Elia lo Speleota nella grotta di Melicuccà per essere avviato alla vita monastica. Dopo aver seguito per cinque anni gl'insegnamenti di Sant'Elia, ricevette da lui l'abito dei novizi e rimase a Melicuccà per vent'anni, fino alla morte del Santo, esercitando prima l'umile incarico di cuoco e poi quello della custodia della chiesa.
Trasferitosi nella regione del Mercurion trascorse diciotto anni di vita eremitica dedicandosi alla preghiera e alla penitenza e lottando contro le frequenti insidie del demonio. Dopo il lungo tempo passato in solitudine ritornò alla vita cenobitica e fondò un monastero femminile nel quale furono accolte la madre e la sorella Caterina. Seguì la fondazione di monasteri maschili, in uno dei quali trovarono accoglienza il padre e i fratelli Luca e Cosma.
Sentendo vivo il desiderio di un ritorno alla vita eremitica lasciò il fratello Luca la direzione del monastero più grande e si ritirò in un luogo solitario e selvaggio. Dalla nuova dimora di tanto in tanto si recava a visitare i nuovi discepoli, fra i quali vi erano i monaci Giovanni, Zaccaria, Nicodemo e Nilo, e trascorreva parte del suo tempo nel trascrivere codici.
Ripresa la vita cenobitica il Santo continuò a vivere nello spirito della penitenza. Trascorreva lungo tempo senza prendere cibo ed era spesso in estasi.
Ad opera del Santo avvennero alcuni fatti prodigiosi. Un'orsa che devastava gli alveari del monastero fu allontanata definitivamente col solo cenno della mano. All'invocazione del suo nome zampillò d'improvviso un getto d'acqua abbondantissimo per dissetare dei monaci, i quali affaticati andavano in cerca di alcune mule che si erano allontanate dal pascolo.
Il Santo, "poiché la gente in massa affluiva a lui di continuo, al pari di uno sciame, e non gli permetteva di godere senza disturbo il bene della solitudine", si recò al santuario di San Michele al Gargano.
Una notte, dopo la recita dell'ufficio, ebbe una terribile visione che non volle comunicare ai suoi monaci perché erano "cose assolutamente indescrivibili" . Poi "gettato via il saio se ne andò nudo per i monti", dove "prese a star senza bere, senza mangiare e senza alcun vestito perfino per venti giorni di seguito". Continuando a vivere in solitudine e in penitenza " si nutrì per quattro anni di erbe selvatiche e di niente altro". Quando i monaci lo rintracciarono e lo trassero a forza al monastero riprese a ritornare "là dove si aggirava prima, preferendo le fiere agli uomini".
Nel monastero San Fantino fu visitato da San Nilo, il quale raccontò una visione di angeli risplendenti e di demoni, "fitti più di sciami di api", che lo riempirono "di timore e di orrore". Infine, trasportato "in una regione risplendente di luce", sentì "echeggiare un inno ineffabile, incessante, di cui non ci si può saziare" e vide sfavillare "un fuoco straordinario" , che lo riempì "di divino furore". Seguì la vista dell'inferno, "luogo pieno di fumo maleodorante, privo di luce", popolato di dannati che "sospiravano dal profondo con infiniti lamenti". Trasportato poi "in un luogo splendente ed eterno" ebbe la visione dei beati e l'incontro con i genitori. Tornato in sé il Santo concepì "un totale disprezzo per le cose del mondo". 




 



Dalla vita di San Nilo si ricavano numerose notizie intorno a San Fantino. Un particolare affetto, ispirato dalla santità e dalla carità fraterna, legava San Fantino a San Nilo, dal quale era corrisposto con filiale amorevolezza. Sembrava di vedere in essi la medesima unione di spirito che aveva unito gli apostoli Pietro e Paolo e i santi Basilio e Giorgio. Spesso insieme essi commentavano ai monaci la Sacra Scrittura.
San Fantino, avendo sentito che San Nilo era affetto da un grave male alla gola, si recò nella sua grotta per visitarlo e lo persuase a seguirlo nel monastero per prestargli le cure necessarie. Un altro giorno San Nilo, essendo molto sofferente per le percosse che gli erano state inflitte dal demonio e che gli avevano procurato le paralisi del lato destro del corpo, fu invitato da San Fantino a leggere durante la veglia notturna che precedeva la festa degli apostoli Pietro e Paolo l'elogio in versi scritto in loro onore da San Giovanni Damasceno. Durante la lettura il malore andò scemando a poco a poco fino a scomparire.
Un giorno San Fantino comunicò a San Nilo una sua visione. Aveva visto i monasteri in rovina trasformati in "luride abitazioni di giumenti" e bruciati dal fuoco e i libri gettati nell'acqua e resi inservibili. Il Santo intravide in quella visione la futura sorte dei monasteri che avrebbero subito la distruzione non solo per le incursioni dei Saraceni, ma anche per "il generale decadimento della virtù ed il rilassamento della disciplina".
Il Santo, rispondendo ad una ispirazione che lo spingeva a lasciare la Calabria, all'età di sessant'anni con i discepoli Vitale e Niceforo s'imbarcò alla volta della Grecia. Durante il viaggio, venuta a mancare l'acqua per i passeggeri, il Santo fece riempire tutti i recipienti d'acqua marina, che a un segno di Croce fu trasformata in acqua potabile.
Raggiunta Corinto, si recò ad Atene per visitare il tempio della Madre di Dio. Si mosse quindi verso Larissa, dove dimorò a lungo presso il sepolcro del martire Sant'Achille. Trasferitosi a Tessalonica abitò per quattro mesi nel monastero del santo martire Mena. Lasciato quel cenobio andò ad abitare fuori le mura della città.
A Tessalonica il Santo, dopo aver recitato "la straordinaria preghiera di Filippo di Agira", guarì prodigiosamente un malato di nome Antipa. un giorno, mentre si recava al tempio della santa martire Anisia, s'imbattè nei santi monaci dell'Athos Atanasio e Paolo, che illuminavano "le solitudini come un faro" e rese gloria a Dio per quell'incontro. A Tessalonica indusse pure al pentimento un giudice che angariava la popolazione per avidità del denaro e un personaggio che occupava la carica più alta della città e compiva dei soprusi nei confronti di una vedova indifesa e di un orfano.
San Fantino operò a Tessalonica alcuni prodigi e grandi opere di carità. Una donna fu guarita con della terra cosparsa sugli occhi malati. Un uomo afflitto da cefalea e da mal di denti ottenne d'improvviso la guarigione. Un moribondo ritornò in perfetta salute dopo un bacio datogli dal Santo. Una filatrice che doveva a un tale "molte monete d'oro" per suo mezzo ebbe condonata parte del debito. A una povera vecchia che gli chiedeva qualche spicciolo diede la sua tunica. Predisse l'insuccesso di una tribù di Bulgari che si preparavano a fare razzia nella regione. Due fratelli, "gonfi di veleno e d'inimicizia" , furono rappacificati. Fu indotto al pentimento un pentolaio che da sette anni "nutriva un'inimicizia implacabile nei riguardi di suo figlio".
Il Santo, ridotto orma in fin di vita, fu visitato dai monaci Simone e Fozio, ai quali rivelò che Pietro Sclero stava scrivendo un libro per appropriarsi dell'autorità con la ribellione, ignorando la fine alla quale andava incontro.
San Fantino morì intorno all'anno 1000, dopo avere abbracciato e benedetto i monaci che lo assistevano e fu sepolto con grande solennità nel luogo da lui prescelto. La biografia del Santo si chiude con una serie di miracoli da lui compiuti dopo la morte. 

http://www.johnsanidopoulos.com/2016/08/saint-phantinos-younger-of-calabria.html

 

Saint JEAN VIII (Xiphilinos), patriarche oecuménique de Constantinople (1063-1075), qui s'efforça d'établir un rapprochement avec l'Eglise arménienne (1075). (Office traduit en français par le père Denis Guillaume au tome VIII des Ménées.)
Synaxe des saints hiérarques illuminateurs de l'Eglise serbe: saints SABAS Ier, SABAS II, ARSENE Ier, EUSTATHE Ier, JACQUES, NICODEME et DANIEL, archevêques; JOANNICE Ier, EPHREM, SPYRIDON, MACAIRE et GABRIEL Ier, patriarches; et de SABAS III, GREGOIRE, JEAN, MAXIME et NICON. (Office traduit en français par le père Denis Guillaume au tome VIII du Supplément aux Ménées.) 





Troparion — Tone 4

As the enlighteners of the Serbs, O God-bearing Fathers, / holy patriarchs and great shepherds, / guardians of the Apostolic traditions, / unshakable pillars, and teachers of Orthodoxy: / Beseech Christ, the Master of All, / to grant peace to the world, and to our souls great mercy.

Kontakion — Tone 3

Enthroned as hierarchs, and living lives worthy of praise, / in God-pleasing manner you guided your people to knowledge of God: / Because of this you were glorified by Him / through miracles and incorruption, / as befits pupils of the grace of God.
 


Saint ALEXANDRE de Svir, natif d'Olonets près de Novgorod, moine de Valaam, puis ermite et higoumène, à qui la Sainte-Trinité apparut (Russie 1533). (Office et acathiste traduits en français par le père Denis Guillaume au tome XV du Supplément aux Ménées.) 

https://doxologia.ro/sites/default/files/styles/autor/public/imagine/2015/08/sf-alexandru-svir.png?itok=Niy_i_9F
Troparion (Tone 4)Thou didst settle in the wilderness from thy youth eager to follow Christ's footsteps, O Alexander. The Angels were amazed when they beheld thee struggling in the flesh and conquering onslaughts of passions. Dwelling on earth thou wast equal to the Angels. Pray to Christ our God to save our souls.
Alexander was born of pious parents near Novgorod and was a very slow learner, until a heavenly visitation healed him of his handicap. Having a wish to live a hidden life in Christ from a youth up, he entered into the monastic life and later into the wilderness. Many gathered with him there and formed a hermitage, seeing that his life was lived with such consistent ascetic labors and was considered by others as an angel living in the flesh. One day outside of Alexander's cabin a light from heaven appeared on him and three men in bright, white garments came down from it. Having realized who these three men were, he bowed down in fear and reverence to them. When this took place, the Lord cried out to him, "Have hope, O blessed one, and do not fear ... for the Holy Spirit has been pleased to dwell in you because of the purity of your heart." Saint Alexander reposed August 30, 1533.


Sfântul Ierarh Varlaam, Mitropolitul Moldovei

 https://doxologia.ro/sfantul-ierarh-varlaam-mitropolitul-moldovei#nodeviata

 

Invention des reliques de saint Daniel, prince de Moscou (1652). 



 
Translation de Vladimir à Saint-Pétersbourg des reliques de saint Alexandre Nevski (Russie 1724). (Office traduit en français par le père Denis Guillaume au tome VIII du Supplément aux Ménées. Acathiste à saint Alexandre Nevski traduit en français par le même au tome VIII du Supplément aux Ménées à la date du 31 août.) 




Sfântul Ierarh Ioan de la Râșca și Secu, Episcopul Romanului

https://doxologia.ro/sfantul-ierarh-ioan-de-la-rasca-secu-episcopul-romanului#nodeviata

Saint PIERRE, prêtre, martyr par la main des Communistes (Russie 1918).

Saints PAUL, prêtre, et ELISABETH, moniale, martyrs par la main des Communistes (Russie 1937).

Saint IGNACE, moine, martyr par la main des Communistes (Russie 1938).

Saint PIERRE, prêtre, confesseur sous le régime soviétique (1972).



 

http://www.johnsanidopoulos.com/2010/08/saint-vryaini-and-her-unique-chapel-in.html


ALTRI SANTI ITALICI ED ITALO-GRECI AL 30 AGOSTO
Saint  Felix et Saint Adaucte


Saint Félix était prêtre de l'Eglise de Rome. Arrêté au temps de la persécution de Dioclétien, il fut envoyé au tribunal de Dracus, préfet de la ville, qui le fit conduire au temple de Sérapis pour offrir de l'encens à cette déesse. Félix souffla contre la face de la statue, qui était d'airain, et la fit tomber. De là on le mena devant celles de Mercure et de Diane, qu'il renversa de la même manière. Le juge le fit alors étendre sur le chevalet pour lui faire dire par quelle vertu il avait mis en pièces les statues des dieux. "Ne pense pas", dit Félix au préfet, "que ce soit par quelque pacte avec le démon; je l'ai fait par la confiance que j'ai au Tout-Puissant, et par le pouvoir que Jésus-Christ m'a donné sur vos fausses divinités". Le préfet, à cette réponse, entra dans une grande fureur et commanda qu'on le menât hors de la ville, sur le chemin d'Ostie, où il y avait un arbre consacré aux idoles et un petit temple au dessous. Dès que Félix y fut arrivé, il souffla contre cet arbre, et lui dit "Je te commande, au nom de Jésus-Christ, de te déraciner à l'heure même, de tomber sur ce temple, et de le mettra en pièces avec l'autel et son simulacre". A ces paroles, l'arbre sortit de terre avec ses racines, et, tombant sur le temple, il l'écrasa tellement, qu'il n'en resta plus aucun vestige debout. La chose ayant été rapportée au juge par un de sesofficiers, il condamna Félix à avoir la tête tranchée, et ordonna que son corps fût exposé sur le grand chemin pour être la proie des bêtes fauves. Comme on allait procéder à cette exécution, il se présenta un Chrétien inconnu aux hommes, mais connu de Dieu; ayant appris que l'on faisait mourir Félix, parce qu'il n'avait pas voulu renoncer à Jésus-Christ, il se mit à crier de toutes ses forces "Je suis de la même Foi que celui que vous allez mettre à mort, et je confesse comme lui que mon Seigneur Jésus-Christ est le vrai Dieu. Je mourrai donc avec lui car j'aime mieux être mis à mort en sa compagnie, afin de vivre éternellement avec mon Sauveur Jésus, que d'embrasser la religion de vos cruels empereurs, et brûler avec eux dans les enfers pendant toute une éternité". Cette heureuse rencontre réjouit extrêmement Félix. Il remercia Dieu de ce qu'il lui donnait un si généreux compagnon de son martyre. Après avoir fait leur prière ensemble, et, s'être donné le baiser de paix, ils furent décapités. Les fidèles, ne pouvant savoir le nom de ce Chrétien qui s'était livré si généreusement au martyre, lui donnèrent celui d'Adaucte, c'est-è-dire ajouté, parce qu'il s'était joint à saint Félix pour mourir avec lui.
Leurs corps, abandonnés par les bourreaux et laissés sans sépulture, furent, la nuit suivante, enterrés par les Chrétiens dans la fosse que l'arbre avait faite en se déracinant. Le lendemain, les païens l'ayant su, entreprirent de les déterrer; mais tous ceux qui se mirent en devoir de le faire, furent possédés du démon ce qui les obligea de se désister de leur dessein. Lorsque la persécution eut cessé, on bâtit, en leur honneur, une église au même endroit, et les Chrétiens y ont reçu de grands bienfaits du Ciel par le mérite de leur intercession.
Vers l'an 850, Irmengarde, femme de l'empereur Lothaire, obtint du pape de Rome Léon IV les reliques de ces saints martyrs et les déposa dans l'abbaye des chanoinesses d'Eschau, en Alsace, où elles restèrent jusqu'en 1358. En 1361, elles furent données à l'église de Saint-Etienne de Vienne, qui devint dans la suite cathédrale.
Ste Gaudence vierge et martyre à Rome (vers 303).-
St Pammaque, sénateur romain, veuf, fondateur d'un hôpital à Rome, qui confessa la foi orthodoxe face à Jovinien et aux donatistes (410).-

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